Vietavano prescrizione farmaco più economico/ Aifa, indagati dirigenti: danno 200 mln

- Niccolò Magnani

Agenzia del Farmaco (Aifa), dirigenti accusati di aver vietato un farmaco più economico dopo presunto accordo con Roche e Novartis: le ipotesi di reato e l’indagine

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Farmacie - La Presse

Una maxi inchiesta partita mesi fa dalla Guardia di Finanza ha portato alla luce un presunto scandalo nell’Agenzia Italiana del Farmaco (l’Aifa), con alcuni dirigenti e componenti pro-tempore della Commissione Consultiva Scientifica indagati per aver provocato un danno all’erario da 200 milioni di euro. Il motivo è semplice, avrebbero di fatto imposto «limitazioni alla prescrivibilità di un farmaco più economico per curare alcune malattie oculari»; vietando alcuni farmaci, in questo modo avrebbero costretto il Servizio Sanitario Nazionale a sostenere costi maggiori, favorendo gli interessi di due multinazionali farmaceutiche invece che medicinali magari dal medesimo principio ma più economici. Le ditte citate dall’inchiesta della Guardia di Finanza sarebbero la Novartis e la Roche, con la GdF che ha notificato stamane ai soggetti coinvolti un invito a dedurre l’indagine della Corte dei Conti in Lazio per evitare un possibile e futuro procedimento penale. Il caso per ora resta con l’ipotesi di reato con l’Aifa che a questo punto è chiamata anche ad un’indagine interna per capire se e cosa sia accaduta su tali medicine oculari, in particolare il Lucentis che veniva scelto e “consigliato” al posto dell’Avastin pur avendo la medesima  equivalenza terapeutica (come dimostrato da studi comparativi eseguiti in questi mesi di indagine, ndr).

INDAGATI DIRIGENTI AGENZIA FARMACO: DANNO DA 200 MILIONI

Come spiega l’informativa della Guardia di Finanza, l’Avastin pur essendo praticamente lo stesso farmaco del Lucentis, non è stato inserito tra i prodotti rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale fino al 2014; non solo, sono state imposte anche una serie di «ingiustificate limitazioni al suo utilizzo almeno fino al 2017, causando un aggravio di spesa per lo Stato», spiegano gli inquirenti. In questo modo, l’erario avrebbe avuto un danno da oltre 200 milioni di euro, prezzo calcolato facendo la differenza economica tra i due farmaci (600 e 730 euro per singola dose) ovviamente in relazione al numero di trattamenti che sono stati effettuati con il Lucentis invece e che con il simile Avastin. Già nel 2014 l’Autorità Garante per la concorrenza aveva multato (oltre 180milioni di euro) la Roche e la Novartis per aver creato un “cartello”, «decidendo una differenziazione dei prodotti che in realtà era artificiosa». Ora però il caso si è ingigantito arrivando fino a coinvolgere alcuni dirigenti dell’Aifa: «I due gruppi si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti. Per il Sistema Sanitario Nazionale l’intesa ha comportato un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l’anno», scriveva così l’Authority nel 2014, con una sentenza recente del Consiglio di Stato che confermava la condanna dopo il ricorso a vuoto delle due multinazionali farmaceutiche.



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