Vincenzo Mollica/ “Federico Fellini mi ha regalato pensieri preziosi”

- Emanuele Ambrosio

Vincenzo Mollica cura lo speciale su Federico Fellini in occasione dei 100 anni dalla nascita. Tra i due un rapporto di amicizia unico

Rosa Maria e Caterina, moglie e figlia Vincenzo Mollica
Vincenzo Mollica

Vincenzo Mollica nel centenario della nascita di Federico Fellini racconta il geniale regista in uno speciale televisivo in onda sulla Rai. Il giornalista e cronista televisivo è stato grande amico di Fellini di cui ha un ricordo bellissimo. In occasione del Premio Bianchi, Mollica ha raccontato: “continuo a fare questo lavoro da cronista impressionista, impressionato e impressionabile. Ho fatto un terno incredibile, diabete, Parkinson e glaucoma  ma mi ha insegnato che i film si posso anche solo sentire. Questo è un festival in cui i film ti parlano e ti continuano a parlare, c’è tanta passione”. Un premio che il giornalista ha dedicato alla moglie, alla figlia, ma anche all’amico Federico Fellini: “mi ha regalato pensieri preziosi come: ‘l’unico vero realista è il visionario’, ‘la curiosità è la molla che ti fa alzare la mattina’ e ‘non sbagliare mai i tempi di un addio o un vaff… se sbagli anche di un secondo ti si può ritorcere contro'”.

Vincenzo Mollica: “Federico Fellini mi ha insegnato…”

Non solo, in occasione del Premio ricevuto durante il Cinema ritrovato di Bologna per la sua carriera, Vincenzo Mollica ha parlato ancora una volta del suo grande amico Federico Fellini rivelando alcuni insegnamenti segreti. Fellini mi disse in vita di ritirare un premio solo “quando ti riempiono di soldi e quando sei strangolato emotivamente”. Fellini è uno degli amici a cui è stato più legato Mollica e che ricorda spesso durante le interviste come quando, durante una lunga chiacchierata fatta con Repubblica, il celebre giornalista di Rai1 ha raccontato uno degli incontri a cui è più affezionato: “è quello che organizzai con Fulvia Serra tra Federico Fellini e Schulz, il papà dei Peanuts. Fellini raccontò a Schulz che a Fregene aveva un cagnetto che somigliava perfettamente a Snoopy. Schulz rispose a Fellini che stando affianco a lui si sentiva come quel piccolo imbianchino che dal basso, nella Cappella Sistina, guardava Michelangelo dipingere il Giudizio universale”.



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