Vincenzo Nibali si ritira a fine stagione/ Uno Squalo da Messina al tetto del mondo

- Mauro Mantegazza

Vincenzo Nibali si ritira a fine stagione: l’annuncio dello Squalo oggi nella sua Messina al Giro d’Italia, si avvia a conclusione una carriera leggendaria.

nibali sanremo
Vincenzo Nibali vince la Milano Sanremo 2018 (da Facebook ufficiale)

Vincenzo Nibali si ritira a fine stagione: l’annuncio dello Squalo è arrivato oggi, un giorno speciale per Nibali dal momento che la tappa del Giro d’Italia terminava proprio nella sua Messina. Dopo il traguardo, Vincenzo Nibali era stato invitato sul palco del Processo alla Tappa di Rai 2 e ne ha approfittato per dare la notizia: “Questo sarà il mio ultimo Giro d’Italia e a fine stagione finirà la mia carriera. Proprio nella terra dove sono nato e ho iniziato a pedalare volevo annunciare che questo sarà il mio ultimo Giro”.

Cominciamo dall’inizio allora: ancora oggi non è facile per un ragazzo siciliano correre in bicicletta, perché quasi tutte le squadre e anche le corse sono al Centro-Nord Italia. Il giovanissimo Vincenzo Nibali ad esempio si era trasferito in Toscana per correre con la Mastromarco e ora, memore di quelle difficoltà, ha promosso una squadra per i talenti della sua Sicilia. Come ha aggiunto lo Squalo dando l’annuncio: “Ho raccolto davvero tantissimo nella mia carriera, ho cercato di fare il meglio fino ad ora. Sono emozionato, qui è iniziata la mia storia, con le prime corse in Sicilia, che poi ho lasciato a 15 anni. Ho dato tantissimo al ciclismo e forse è arrivato il momento di poter restituire un po’ quello che ho sottratto alla famiglia, agli amici, a tutto quello che ho sacrificato per le due ruote”.

VINCENZO NIBALI, I NUMERI DI UNA CARRIERA LEGGENDARIA

Passato professionista nel 2005, Vincenzo Nibali ebbe una crescita graduale: il talento era evidente fin da subito, l’anno della svolta però fu il 2010 con una vittoria di tappa, tre giorni in maglia rosa e terzo posto finale al Giro d’Italia pur lavorando in appoggio a Ivan Basso, poi il trionfo alla Vuelta. Vincenzo Nibali è con Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault, Alberto Contador e Chris Froome uno dei sette ciclisti ad aver conquistato almeno un’edizione di tutti e tre i Grandi Giri (Vuelta 2010, Giro 2013 e 2016, Tour 2014), un club che diventa ancora più esclusivo con Merckx, Hinault, Gimondi e Nibali se parliamo di chi ha vinto i tre Grandi Giri e in aggiunta almeno due classiche monumento differenti: nel caso di Vincenzo Nibali, il Giro di Lombardia nel 2015 e nel 2017 e la Milano-Sanremo nel 2018, senza tralasciare due campionati italiani e altrettante edizioni della Tirreno-Adriatico.

È bene ricordarlo, perché incredibilmente in epoca social tante volte si leggono cattiverie incomprensibili, in particolare le accuse di “fortuna” che non tengono conto degli imprevisti del ciclismo. A volte Nibali ne avrà tratto vantaggio (e comunque bisogna anche essere capaci di farlo), altre però ne è stato vittima, vedi le Olimpiadi 2016 quando una caduta gli tolse un oro praticamente già in tasca, oppure il Tour 2018 quando un tifoso a dir poco sbadato lo fece cadere sull’Alpe d’Huez (rovinando anche l’avvicinamento a un Mondiale che sarebbe stato ideale per le caratteristiche di Nibali): spesso abbiamo pensato che la grandezza dello Squalo diventerà evidente quando lo rimpiangeremo dopo il ritiro, momento che è sempre più vicino.

VINCENZO NIBALI: LE VITTORIE DA RICORDARE

Abbiamo allora già accennato al palmares eccezionale di Vincenzo Nibali: le vittorie sono tante e prestigiose, ma in più sono arrivate sempre regalando spettacolo. Il trionfo nel Giro d’Italia 2013 fu ad esempio sigillato dal memorabile successo al penultimo giorno sulle Tre Cime di Lavaredo nel mezzo di una bufera di neve, simbolo perfetto di uno “strano” siciliano che si è sempre trovato a suo agio nel maltempo. Il Tour de France 2014 fu il capolavoro: unico successo di un italiano alla Grande Boucle dopo Marco Pantani, impresa cominciata con un attacco da finisseur alla seconda tappa a Sheffield, proseguita con la fuga nella tappa in stile Roubaix con tanto pavé verso Arenberg mettendo a frutto le qualità anche nelle classiche che altri big quali Froome o Contador invece non avevano (e questa non è fortuna…) e coronata naturalmente con i trionfi sulle grandi montagne, da La Planche des Belles Filles a Chamrousse fino a Hautacam, per arrivare a Parigi con 7’37” di vantaggio sul secondo classificato.

Completando il discorso sui grandi Giri vinti, possiamo parlare naturalmente del Giro d’Italia 2016, cominciato con qualche difficoltà di troppo ma terminato con la maglia rosa grazie al gran finale negli ultimi due tapponi alpini con la fondamentale collaborazione di Michele Scarponi, ma dobbiamo ricordare naturalmente anche i capolavori nelle classiche: azioni fantastiche al Giro di Lombardia per vincere nel 2015 e nel 2017 la Classica delle Foglie Morte, capolavoro assoluto per trionfare alla Milano-Sanremo nel 2018, corsa che sembrava impossibile per un ciclista con le caratteristiche dello Squalo. Ecco, se dovessimo scegliere una sola vittoria sarebbe proprio questa: la classe pura e la fantasia che rendono possibile ciò che non sembrava esserlo.





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