Vincenzo Salemme/ “Un ruolo che non ci aspettavamo di recitare” Da noi a ruota libera

- Fabiola Iuliano

Vincenzo Salemme ospite in collegamento video Da noi a ruota libera. L’isolamento a Roma, la riflessione sulla commedia e le parole sull’emergenza da coronavirus.

vincenzo salemme fialdini da noi ruota libera
Vincenzo Salemme e Francesca Fialdini (Da noi a ruota libera)
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Vincenzo Salemme parla del suo isolamento da coronavirus Da noi a ruota libera, il programma della domenica pomeriggio di Rai 1 condotto da Francesca Fialdini. L’attore, in particolare, spiega di essere nella sua casa a Roma, dove si trovava quando l’emergenza ha costretto l’Italia intera a fermarsi. Vincenzo Salemme, però, continua a intrattenere il pubblico italiano in tv, grazie soprattutto alla commedia che da sempre lo vede tra i protagonisti più amati: “la commedia aiuta tantissimo – spiega l’attore in un breve collegamento video – la commedia è la prima attività dell’essere umano, i fiori si muovono per prendere il sole e quello è teatro, il teatro – aggiunge – è tutto”. Proprio per questo, il teatro è anche la scelta di chi è costretto nelle proprie mura domestiche: “le persone a casa, ognuno in qualche modo – spiega l’attore – si stanno teatralizzando, purtroppo, perché siamo costretti a recitare un ruolo che non ci aspettavamo di dover recitare, un ruolo drammaticamente reale”

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VINCENZO SALEMME: “SIAMO PIÙ UNITI”

Di fronte all’emergenza coronavirus, Vincenzo Salemme spiega di avere le paure che accomunano un po’ tutti: “mi faccio le domande che ci facciamo tutti – dice Da noi a ruota libera – siamo esseri umani, chi fa commedia non è che vive la vita come se fosse una commedia, la commedia – precisa – è un modo di fare spettacolo, la vita è un’altra cosa”. Vincenzo Salemme sa che da questa esperienza l’umanità probabilmente ne uscirà migliore, ma spiega che ne avrebbe volentieri fatto a meno: “avrei preferito – dice – migliorare per forza di volontà e non per costrizione. Poi, nella sfortuna, si spera che questa sfortuna, quando ne usciremo, ci porti a uscirne migliorati”. Tuttavia, anche dalla solitudine si può trarre qualcosa di buono: “noi non vivevamo, paradossalmente, una vita sociale da tanti anni – spiega Salemme – pur restando chiusi nelle nostre case siamo tutti più uniti di prima e questo ci dovrebbe insegnare qualcosa per il futuro, che stare insieme non vuol dire necessariamente, fisicamente, stare insieme. Per esempio, la risata è un modo di stare insieme, la risata è una gioia dell’anima per cui anche la risata ci migliora”.

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