Vincenzo Visco/ “Tassa successione? Ok colpire i ricchi, serve anagrafe patrimoniale”

- Carmine Massimo Balsamo

L’ex ministro Vincenzo Visco a La Stampa: “In Italia c’è parecchia gente che ha patrimoni robusti sopra i 5 milioni di euro”

vincenzo visco
(L'aria che tira)

Nonostante la chiusura del premier Mario Draghi, il Partito Democratico è in pressing per la tassa di successione e Vincenzo Visco promuove la proposta dei dem. Intervenuto ai microfoni de La Stampa, l’ex ministro dell’Economia ha affermato che è giusto colpire i ricchi, ribadendo che l’iniziativa del Pd chiama in causa solo un segmento marginale dei sistemi fiscali. Fondamentale, ha aggiunto il 79enne, che «non si torni indietro di qualche decennio, quando ad essere colpiti erano soltanto i ceti medi proprietari di una casa in città e di una casa al mare».

Secondo Vincenzo Visco bisognerebbe mantenere gli attuali livelli di esenzione e mettere incentivi per ridistribuire il patrimonio anche fuori dal nucleo familiare, rimarcando che «in Italia di gente che ha patrimoni robusti sopra i 5 milioni di euro ce n’è parecchia». Ma non solo…

VINCENZO VISCO: “SINISTRA SA SOLO TASSARE? STUPIDATE”

Vincenzo Visco ha invocato una anagrafe patrimoniale per valutare, a prezzi di mercato, tutto quello che c’è, comprese opere d’arte e gioielli. «La sinistra sa solo tassare? Queste sono stupidate», il giudizio dell’ex titolare del Tesoro, che ha acceso i riflettori sul vero problema, ovvero come si redistribuiscono i soldi: «Se i proventi delle tasse di successione vengono utilizzati per abbassare le tasse sui consumi e sui lavoratori va benissimo». Passando alla riforma fiscale, Vincenzo Visco ha sottolineato che il vero scontro è sull’evasione fiscale, mettendo nel mirino la filosofia da ancien regime in base alla quale «i ricchi non devono pagare le tasse, gli evasori non devono essere disturbati ed i ceti benestanti vanno solo assecondati nei loro desideri di voler pagare di meno. Dopodiché gli stessi dicono che bisogna mantenere i servizi pubblici e magari pure aumentarli. È una cosa inaccettabile il modo con cui tutti affrontano questi temi».







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