Violenze in Duomo: 9 vittime, 2 fermi/ “Mani ovunque, reggiseno strappato”

- Emanuela Longo

Violenze in Duomo: 9 vittime, 2 fermi: i racconti choc delle ragazze. Roggiani (Pd) contro Morelli (Lega) dopo le minacce “dovrebbe dimettersi”

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Violenze in Duomo, Lombardia Nera

Le vittime delle violenze avvenute a Capodanno a Piazza Duomo, a Milano, sono salite a nove e nelle passate ore sono state compiute 18 perquisizioni e 12 indagati in tutto il Nord Italia e in particolare nel milanese. Il grande lavoro delle forze dell’ordine, come riferisce Tgcom24, ha portato a due fermi per violenza sessuale. Si tratta di due giovani, un 18enne ed un 21enne, fermati a Torino e a Milano su decreto della Procura del capoluogo lombardo, entrambi accusati di aver compiuto “pesanti violenze sessuali quasi complete accompagnate da rapine di cellulari e borsette” in piazza Duomo la notte di Capodanno. Entrambi sono “italiani di seconda generazione”.

Grazie ai video delle telecamere in piazza Duomo e alle testimonianze è stato possibile procedere con il confronto delle immagini presenti nella banca dati e relative a persona con precedenti, come emerso nel corso della trasmissione Lombardia Nera. Secondo la polizia in tutto sarebbero circa 30 le persone coinvolte a vario titolo nelle aggressioni avvenute la notte di Capodanno nel cuore della città meneghina.

Violenze in Duomo: le vittime salgono a 9

La prima a denunciare i fatti di Capodanno a piazza Duomo sarebbe stata una 19enne studentessa fuori sede, aggredita alle spalle del monumento a Vittorio Emanuele. Prima le avrebbero rivolto pesanti apprezzamenti per poi trascinarla via. Solo l’intervento degli agenti mette fine all’assalto durante il quale sarebbe stata molestata anche un’amica. Il secondo episodio si sarebbe consumato davanti alla galleria Vittorio Emanuele dove uno dei gruppi avrebbe circondato cinque amiche, molestandole e rubando un cellulare. L’ultima aggressione sarebbe stata contro due turiste tedesche.

Le giovani sarebbero state palpeggiate e spinte contro le transenne. Durante la fuga una di loro sarebbe caduta riferendo poi agli inquirenti di aver sentito mani ovunque, fino a strapparle il reggiseno. In lacrime avrebbero quindi raggiunto gli agenti e sotto choc denunciare l’accaduto. Si poteva prevenire? “Le forze dell’ordine hanno fatto quello che potevano fare”, ha commentato l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, ospite della trasmissione di Antenna 3. “Auspico che sia fatto accertamento della verità il prima possibile e che le sanzioni possano essere efficaci, che non si risolva tutto con una pacca sulla spalla”, ha aggiunto.

Roggiani contro Morelli

Dopo i fatti di Milano, la segretaria del Pd, Silvia Roggiani si è espressa duramente venendo però attaccata dal viceministro della Lega, Morelli. Da qui si sarebbero scatenati numerosi insulti e perfino “inviti allo stupro”. Intervistata dalla trasmissione Lombardia Nera, la Roggiani ha commentato la vicenda: “Denuncerò queste persone e lo farò con un centro anti violenza. Ho voluto farlo anche sui social perché penso che siano tantissime le donne colpite da violenze, non solo fisica ma anche verbale”.

La Roggiani ha invitato a tenere alta l’attenzione ed a denunciare sempre. E su Morelli ha aggiunto: “Penso che chi ricopre un ruolo istituzionale non sia degno di farlo se ha delle posizioni ambigue sulla violenza. Morelli ha lasciato per tantissimo tempo sotto al suo post frasi in cui si chiedeva di stuprarmi e stuprare miei familiari. Penso che questo sia indegno”, ha aggiunto. C’è chi ha chiesto le sue dimissioni e la stessa Roggiani ha ribadito: “Penso che non possa stare nelle istituzioni una persona che abbia una posizione ambigua sulla violenza. Dovrebbe dimettersi”.



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