Virginia Raffaele/ Le sue famose imitazioni di Malika Ayane, Sabrina Ferilli e Carla Fracci

- Elisa Porcelluzzi

Virginia Raffaele a Canzone Segreta. L’imitatrice è stata protagonista di una delle prime puntate del programma di Serena Rossi.

Virginia Raffaele
Virginia Raffaele a "Canzone segreta"

Questa sera, martedì 20 aprile, su Rai 1 va in onda l’ultima puntata di “Canzone segreta”. Nel finale di stagione verranno riproposte le sorprese musicali più riuscite della prima stagione tra cui quella a Virginia Raffaele. La comica ha ricevuto una sorpresa dal duo comico Lillo e Greg, colleghi e amici da quasi vent’anni di Virginia. “Le luci dello spettacolo affascinano e lei lo sa bene: una ragazza che ha fatto della sua vita uno spettacolo. Lei non può vivere senza il palcoscenico, è la sua casa… non sapeva che un giorno in quella scatola ci sarebbe stata lei”, sono le parole che le hanno dedicato i due comici. Sul palco insieme a Lillo e Greg, è salita Cristina D’Avena che ha cantato “Ma che musica maestro” di Raffaella Carrà sul palco trasformato per l’occasione in un circo. Superata l’emozione, Virginia Raffaelle insieme a Cristina D’Avena, Serena Rossi, Lillo e Greg, ha cantato la sigla del celebre cartone “Occhi di gatto“.

Virginia Raffaele: la sua prima imitazione

Virginia Raffaelle è diventata famosa per le sue imitazioni di Malika Ayane, Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Belen Rodriguez e Federica Pellegrini, solo per citare le più riuscite. In una recente interista a Vanity Fair, la comica ha ricordato la sua prima imitazione nel giorno della sua nascita, il 27 settembre 1980: “Pesavo quattro chili e mezzo, ero piena di capelli neri e appena l’infermiera mi portò nella nursery mio padre esclamò: “Ma quanto è grossa? Ma è piena di ricci neri, sembra Lucio Battisti”. E rise. Credo sia la mia prima inconsapevole imitazione”. E ha aggiunto: “Crescendo mi sono resa conto che la risata è un superpotere, un incantesimo, un oggetto prezioso che proprio come la commozione fa saltare le connessioni prestabilite, libera l’istinto e produce a sua volta un contagio buono, una poetica, un suono inconfondibile e un tratto che disegna la personalità di chi abbiamo di fronte”.



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