VIRUS CINA/ Se domattina crolla la Borsa di Hong Kong, Conte rischia grosso

- int. Francesco Sisci

Se domattina o nei prossimi giorni ci fosse un crollo della Borsa di Hong Kong, le ripercussioni sull’Italia sarebbero immediate. E salterebbe il governo

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (LaPresse)

“Il problema cruciale di lunedì non sarà il risultato delle elezioni in Emilia-Romagna ma l’andamento della Borsa di Hong Kong” dice Francesco Sisci, sinologo e giornalista, editorialista di Asia Times. Se ci fosse un crollo, il destino dell’Italia sarebbe incerto. A cominciare dal governo Conte.

Partiamo dal coronavirus. Com’è la situazione?

Nel fine settimana è aumentato nettamente il livello di allarme. Non è chiaro ancora come l’epidemia in corso in Cina avrà un impatto sul territorio soprattutto riguardo a Hong Kong, sede del terzo mercato finanziario al mondo.

Che cosa intendono fare le autorità?

L’amministrazione di Hong Kong ha introdotto o sta introducendo nuove misure più rigorose per il controllo delle persone che arrivano dalla Cina, soprattutto quelle via treno.

Perché mette in guardia sull’aspetto economico-finanziario?

Lunedì riapriranno i mercati dopo la pausa del fine settimana e della festa della primavera e bisognerà vedere la fiducia dei mercati davanti a una situazione che certo, almeno nel breve periodo, avrà un fortissimo impatto sull’economia cinese, la seconda del mondo.

Qual è il rischio, se crolla la Borsa di Hong Kong?

Potrebbe esserci una caduta delle Borse mondiali. L’effetto sull’Italia, il più debole e politicamente fragile dei paesi grandi, sarebbe immediato.

La Cina potrebbe contenerne gli effetti?

La Cina ha molti strumenti per sostenere la Borsa di Hong Kong anche in caso di mancanza di fiducia momentanea. D’altro canto se si introduce una forma di quarantena anche parziale a Hong Kong, come alla fine accadde nel 2003 ai tempi della Sars, è difficile che la Borsa non subisca contraccolpi.

Il paragone con la Sars viene ripetuto spesso in queste ore. È giustificato?

In parte sì, se non fosse che l’atmosfera internazionale è oggi molto diversa dal 2003. Allora la Cina non era il nemico dell’America, che allora era concentrata contro il terrorismo islamico in Asia centrale e Medio Oriente. Oggi per l’America la Cina è il punto di attenzione principale.

Inoltre Hong Kong è teatro di dure proteste ormai da molti mesi.

Appunto In questa situazione di incertezze interne e internazionali, che cosa succederà alla Borsa di Hong Kong nei prossimi giorni? Attendiamo di saperlo.

Si può tamponare questo intreccio di problemi esplosivi?

La via di uscita da un avvitamento della situazione finanziaria di breve periodo è trovare al più presto una cura e un vaccino efficace e controllare la diffusione del coronavirus. Al momento però siamo ancora in una fase di allarme con ormai oltre 2mila contagiati, centinaia di persone in gravi condizioni, una cinquantina di morti e tutta la Cina interessata dal virus.

Cosa avverrebbe in Italia in caso di tsunami finanziario?

Difficile dirlo, ma l’Italia ha una politica estremamente fragile e un debito pubblico enorme. In più nell’economia globale ci sono molti segnali di recessione. Quindi se davvero crollasse la Borsa di Hong Kong, lo spread dei titoli italiani rispetto ai Bund tedeschi potrebbe impennarsi come accadde nel 2011 col governo Berlusconi.

E poi?

Francoforte potrebbe imporre misure drastiche che metterebbero in moto un processo di crisi politica. A quel punto non è chiaro chi saprebbe raccogliere la situazione.

(Marco Tedesco)

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