DALLA CINA/ Lao Xi: il vero “avversario” di Renzi sta nella Dc

- Lao Xi

Le elezioni italiane mostrano, e pochi se ne sono accorti, che Grillo e M5S hanno esaurito la spinta propulsiva. Il vero rischio è che la forza di Renzi si esaurisca. Dalla Cina, LAO XI

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Matteo Renzi (Infophoto)

L’analisi del dopo-voto regionale italiano apparsa su queste pagine appare, dalla distanza, in gran parte esaustiva e in linea anche con gli elementi che emergono da altri analisti italiani. Tuttavia proprio dalla distanza mi pare ci sia un altro elemento trascurato: il rapporto Grillini-astensione.

Mentre uno-due anni fa i grillini, forza nuova, potevano giustamente ergersi a portabandiera degli anti-sistema che sceglievano di astenersi, oggi è il contrario. Grillo non è più una novità, lo si conosce e chi lo sostiene dovrebbe essersi fatto avanti. Se ciò non avviene c’è un motivo.

I voti grillini in percentuale tengono, ma l’astensionismo cresce a dismisura. Cioè i grillini non convincono quelli che sono disgustati dalla politica italiana. Grillo e i suoi appaiono per quel 50% di italiani che hanno scelto di astenersi una nuova variante del vecchio sistema politico. Ovvero, Grillo ha finito la sua spinta propulsiva, pur attestandosi intorno a un significativo 20-25%.

Salvini poi ha scelto una linea lepenista colorata da una veste modaiola di barba e felpe, ma riuscirà a conquistare la maggioranza della destra così vestito (fisicamente e mentalmente)? E se cambia abito, quanti dei suoi attuali vecchi seguaci gli andranno ancora dietro? In altre parole, su scala nazionale la nuova Lega salviniana riuscirà a sfondare il 20%?

Queste sono le alternative maggiori a Renzi. Hanno forze significative ma sono ben lungi dall’essere potenziali maggioranze, né è probabile (almeno per ora) che Grillo e Salvini si alleino in una specie di grande “lega” delle barbe: troppo diverse le piattaforme di partenza e anche i temperamenti dei due capi carismatici.

Quindi c’è un 40% di voti abbondanti congelati dalle barbe, un 50% di astenuti e il resto resta controllato a geometrie variabili da Renzi, centro di un’architettura politica che ricorda nei fatti la Dc, le sue correnti e i suoi partiti alleati. Il sistema Dc, dietro una superficie sempre increspata, nascondeva una tranquillità di fondo, e ciò pare abbia creato Renzi in questi mesi portando a casa vari significativi successi, dal presidente della Repubblica alla riforma elettorale.

In ciò dispiace che si governi di fatto solo con una percentuale nettamente minoritaria di suffragi degli aventi diritto al voto, ma ciò lo si può attribuire al momento storico e alla confusione della politica italiana del momento. Nulla che impedisca alcunché di concreto.

Ciò detto restano due rischi, uno che l’opposizione barbuta sfondi una soglia di governabilità e, anche senza prendere il potere, raccolga una forza sufficiente a impedire l’esercizio del potere; la seconda è che dal magma neo-democristiano emerga un leader alternativo a Renzi.

Il primo rischio oggi appare remoto, il secondo come abbiamo detto (si veda la candidatura di Enrico Letta per esempio) è molto più reale. Qui il vero punto dolente, notato da Fanna, che forse potrebbe davvero sfasciare il renzismo. Le candidatine di Renzi hanno tutte deluso e chi ha avuto successo sono state le personalità forti.

Quindi la risposta vera di Renzi dovrebbe essere quella di raccogliere intorno a sé uomini solidi abbandonando la tentazione di affidarsi a ragazze di bella presenza, che saranno anche brave, ma semplicemente pare non lo siano, proprio per la loro avvenenza che ne fa copie più o meno pallide delle Olgettine berlusconiane.

Questa strada, se non evitata, diventa la via più sicura per cedere spazio all’opposizione interna, ai barbuti e ai tantissimi italiani che semplicemente sono stanchi della politica dei belletti e degli specchietti per le allodole. 

Questi ultimi saranno anche un male inevitabile, ma in una società fortemente politicizzata, che solo ieri ha smesso di votare all’80%, sono un termometro di rischio reale. Potrebbero trasformarsi improvvisamente in un qualche mostro imprevedibile, e raccogliersi davvero intorno a un uomo forse senza barba ma coi baffi.

Certo, gli uomini solidi possono avere opinioni diverse e forse anche tradire, e di certo sono più difficili da gestire delle yes-girls, ma l’alternativa pare più certamente pericolosa.

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