DALLA CINA/ Lao Xi: il “tandem” B-B può cambiare le sorti del governo

- Lao Xi

I guai del governo e la pronta risposta di Renzi (“I magistrati vogliono sentirmi? Eccomi”) non devono far dimenticare gli ultimi sviluppi del capitalismo italiano. Dalla Cina, LAO XI

Renzi_12ora_R439
Matteo Renzi (Infophoto)

Secoli di tradizione pragmatica e decenni di cultura marxista mischiata a massicce dosi di economicismo americano in Cina insegnano a guardare i soldi se si vuole capire la politica. Sulla scorta di questa saggia premessa, gli sviluppi più interessanti degli ultimi giorni di politica italiana vengono proprio dall’incrocio fra economia e politica, o meglio ancora tra industria e politica.

Qui ci sono questioni di breve e di lungo periodo. Cominciamo con le cose più semplici e meno importanti (come si fa in Cina), ovvero le questioni di breve periodo, cioè l’ultimo scandalo che ha colpito il governo costringendo il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi alle dimissioni.

Al di là dell’opportunità o meno delle dimissioni e dalla gravità o meno dello scandalo, appare bizzarro che il governo Renzi si senta non toccato dal ritiro di un ministro “pesante” come quello dello Sviluppo economico, mentre solo qualche settimana fa aveva difeso con le barricate un ministro molto più “leggero” come la Boschi alle riforme.

Certo la Boschi senz’altro sarà completamente innocente dalle solo eventuali colpe del padre, coinvolto nello scandalo di Banca Etruria. Eppure, il “peccato” della Boschi non appare tanto diverso dalla “colpa” del ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi (altro ministero “pesante”), costretto alle dimissioni l’anno scorso per un Rolex ricevuto dal figlio.

Tra queste dimissioni avverate o mancate ci sarà senz’altro una differenza ma non è chiaro dove sia, e la mancanza di chiarezza genera sospetti di tutti i tipi. Il governo è fatto a due cerchi? I ministri che possono dimettersi e quelli che invece possono evitarlo? E dov’è la differenza alla fine?

Questa mancanza di chiarezza, la tempesta di sospetti e voci incontrollate mentre il premier era all’estero indicano quasi un fatalismo sulle sorti di lungo termine del governo, come se si stesse ballando sul Titanic. Renzi non può trascurare queste domande che lacerano la sua persona e il suo governo come una tortura dei mille tagli, la punizione più crudele nell’antica Cina dove ogni nuova ferita appare trascurabile, fino all’ultima fatale.

Così, al suo rientro dagli Usa, il presidente del Consiglio ha scelto di prendere di petto la situazione e di sfidare i magistrati, rivendicando la paternità dell’emendamento incriminato e dicendosi disponibile ad essere interrogato quanto prima. Cioè, come suo solito, ha alzato la posta. Si tratterà ora di misurare quali saranno gli effetti politici di questa sfida. Certo è che Renzi sta facendo i conti sulle amministrative di giugno, dove ci sarà il vero regolamento di conti.

Intanto stanno cambiando le prospettive di lungo termine: Bolloré sta ponendo le basi di una nuova industria europea con un gene franco-italiano dove lui è il proconsole della costola cruciale media/telecomunicazioni-finanza/assicurazioni. Nel frattempo anche Confindustria, centro del capitalismo italiano, sembra voler trovare un suo nuovo cuore scegliendo come suo presidente un piccolo imprenditore di Salerno, Vincenzo Boccia.

I due segnali insieme sembrano indicare che: 1. La grande industria è destinata a non essere più italiana, ma giustamente europea, perché solo in questo orizzonte può sopravvivere. 2. L’industria italiana vuole rinascere dalle piccole imprese (da sempre sua forza vitale) e dal sud (sempre sua provincia sottosviluppata).

Queste due dinamiche insieme potrebbero riconfigurare il profilo produttivo e industriale italiano di lungo periodo. Queste due tendenze sono apparentemente nate e cresciute al di là dell’intervento del governo e sono destinate a condizionare l’Italia al di là delle amministrative o anche della sorti del governo.

Così forse sarà dal duo B-B, Bolloré e Boccia, che emergerà la nuova fase del paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori

Ultime notizie di Visti dalla Cina