VISTO DAL PD/ “Nuove correnti o no, Draghi decide anche le nostre sorti”

- Gennaro da Varzi

Letta vede di buon occhio l’allargamento del Pd verso forze in grado di far entrare giovani e donne. E si prepara al congresso del partito

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LaPresse

Intorno a Enrico Letta – ormai come un novello Mao ispiratore della politica dei Cento fiori – stanno crescendo e si moltiplicano le iniziative che hanno come obiettivo quello di trasformare il Pd in un partito aperto al nuovo e allargato verso movimenti e gruppi della società civile.

Nel suo discorso di insediamento come nuovo segretario dopo le improvvise dimissioni di Zingaretti, Enrico Letta ha indicato nelle Agorà lo strumento per allargare il Pd verso giovani e donne, mondo della cultura e associazionismo. Insomma, Letta non intende rinunciare a un nuovo tentativo “costituente”, con l’obiettivo di dare vita a un partito nuovo, in grado di superare i limiti e i vizi del vecchio Pd.

Goffredo Bettini non si è fatto pregare due volte. E ha bruciato tutti sul tempo, promuovendo pochi giorni dopo l’insediamento della sua “agorà”, alla presenza dello stesso Letta e di Giuseppe Conte. Una via di mezzo tra una corrente e un circolo culturale, con lo scopo di dare una mano a entrambi e di spingere – a modo suo – verso un consolidamento della alleanza tra Pd e M5s.

Poi è toccato a un corposo gruppo di ex zingarettiani dare vita a “Prossima”, una “rete politico-culturale” a cavallo tra pezzi storici della sinistra Pd e tutto quello che “di sinistra” è cresciuto in questi anni fuori del Pd. A cominciare dal “movimento delle sardine” di Mattia Sartori, di cui si parla sempre con una certa ironia, ma che due anni fa risultò determinante per la vittoria di Bonaccini in Emilia-Romagna. Non è un caso che al gruppo di Prossima ha aderito anche Elly Schlein, giovane assessora di punta della giunta emiliana.

Altro pezzo forte della nuova corrente è la partecipazione di Michele Emiliano, il presidente pugliese, che porta in dote un corposo movimento di liste civiche e di militanti di varie regioni del Sud, ma non solo. E poi c’è Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano che attualmente ricopre il ruolo di parlamentare europeo indipendente. C’è anche qualche rentrée di peso, come nel caso dell’ex ministra Livia Turco, che da qualche anno si era allontana dalla politica attiva.

Poi in Prossima hanno trovato casa il gruppo degli ex sostenitori di Zingaretti che, a causa della repentina conclusione del mandato, sono rimasti di fatto orfani di una propria rappresentanza. Il compito del portavoce è toccato a Marco Furfaro, ex capo della comunicazione della segreteria eletta al congresso. Poi ci sono Nicola Oddati, Paola De Micheli, Stefano Vaccari, Valentina Cuppi. Oddati, con Delfina Belli e Giacomo Possamai, fa parte anche della commissione incaricata di organizzare le Agorà ufficiali del Pd previste per l’autunno.

Letta ha dato il suo benestare alla nascita di queste nuove iniziative. Sono in linea con una strategia di allargamento del Pd verso forze in grado di far entrare nel partito giovani e donne di cui, come va dicendo da settimane, il partito che si è trovato a dirigere è particolarmente carente. Ma l’immissione di energie nuove serve anche al segretario per garantirsi un riequilibrio nel Pd in vista di un congresso che si preannuncia difficile. Tanto per cambiare, ancora non è chiaro quando si svolgerà. Tutto dipende da come si metteranno le cose tra il prossimo autunno, con il voto amministrativo del 3 o del 10 ottobre, e il voto per il nuovo presidente della Repubblica previsto per fine febbraio 2022.

Se Draghi dovesse lasciare il suo ruolo di premier per salire al Quirinale è molto probabile che il voto sarebbe anticipato alla primavera prossima. Ma se le cose dovessero andare diversamente e Draghi dovesse continuare a reggere le sorti del Governo fino alla fine della legislatura, Letta dovrebbe affrontare un congresso in piena regola già nel 2022 e dimostrare di avere un sostegno consistente anche numerico tra le file degli iscritti e dei militanti. Ed è proprio allora che diventeranno particolarmente utili i voti di forze nuove e fresche per modificare gli equilibri interni, fossilizzati negli anni e cristallizzati intorno agli ex Ds e agli ex democristiani sin dalla nascita del Pd.

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