BLOOPERS/ Gli scacchi di 2001 – Odissea nello Spazio, la mano di Matrix e gli errori nei film coi computer

- Dana Della Bosca

Dopo alcuni problemi avuti con il suo pc, DANA DELLA BOSCA ci guida alla scoperta di alcuni errori contenuti in quei film dove i computer hanno un ruolo importante

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Matrix

Qualche tempo fa, il mio amatissimo laptop, quello con i tastini consumati dall’uso (la Q, la W e la Z, a onor del vero, erano ancora quasi opache…), ha avuto un problema hardware. Non c’era possibilità di salvarlo: cambiare quel pezzo mi sarebbe costato come comprare due terzi di laptop nuovo e nemmeno erano sicuri di riuscire a trovarmi un pezzo analogo, essendo il mio Piccy un filo agé. Bon. Il mio nuovo laptop monta Win8. Il tempo di accenderlo ed è già antipatia. Il tempo di (tentare di) installare i programmi ed è immediata orticaria. Il tempo di provare a lavorarci ed è subito odio. Ondepercuiciò ho pensato: perché non andare diretti su un pezzo con film in cui i pc sono se non protagonisti almeno discretamente importanti?

Cominciamo con un classicone. Presente il cucciolottissimo HAL9000, il supermegaiperspettacolare computer di “2001 – Odissea nello Spazio”? Quello che aveva meno potenza del mio vecchio Ericsson dell’epoca pre-smartphone e si sentiva comunque un Dio? Ecco. Direi che anche il mio Win8 ha la stessa teoria, ma con meno ragioni. C’è un errore caruccetto: quando il computer di bordo e uno dei membri dell’equipaggio giocano a scacchi, il computer afferma una mossa ma ne esegue un’altra. Del resto, se doveva essere umano-style, che bari un pochino va messo in conto…

Continuiamo con un altro computer che ha fatto della distruzione del genere umano il suo baluardo: “Terminator”, anyone? Dopo che Kyle e Sarah hanno cambiato auto nel garage sotterraneo e sono stati ritrovati dal terminator, ricomincia l’inseguimento e la sparatoria. Schwarzy con il suo fucile a pompa spara almeno una decina di volte senza mai ricaricare, e già questo è strano perché nessun fucile a pompa ha un caricatore con quella capienza, inoltre alla fine si vede che la portiera dalla parte del passeggero è stata colpita due volte (ci sono due buchi grossi come palle da baseball), ma quando il poliziotto va a tirare fuori Sarah per un breve istante si vede la parte interna di quella portiera che è assolutamente illesa… possibile che il colpo di un fucile a pompa sparato a breve distanza dopo aver bucato il metallo esterno della porta venga fermato dalla plastica all’interno che non rimane neppure lievemente danneggiata? Forse era il solito crossover con Wolverine… no, eh?

In “Terminator 2 – Il giorno del giudizio” c’è un errore di meccanica interessantissimo: il camion guidato dal T-1000 fa un volo impressionante nel letto del fiume fracassandosi il semiasse (notate le ruote anteriori quasi quasi parallele all’asfalto) e i vetri vengono sparati via, ma un secondo dopo il mezzo riparte e senza uno spiffero. Oh, suvvia, però, perché ci stupiamo? Si sa che spesso certi problemi inspiegabili si risolvono con un riavvio… (ok, va bene. Mi metto il cilicio per questa, d’accordo…)

Arriviamo a “Terminator 3 – Le macchine ribelli” dove troviamo una graziosa TX che carica di legnate il nostro Terminator, con una nonchalance pari a quella con la quale una si metterebbe normalmente il rossetto. Bello vedere, quando i due si corcano giustappunto di botte in un bagno, come i tubi saltino per la gran foga della lotta ma i due contendenti restino comunque perfettamente asciutti. Nel caso della TX lo capisco, con la fatica che si fa a tirar lisci i capelli vorrai mica che si increspino, eh?

Ultimo, ma non ultimo: “Terminator Salvation”, film che mi ha lasciato un tantino perplessa e non solo perché ho scoperto che Skynet fa uscire i Terminator con la stessa frequenza con cui escono nuovi modelli di smartphone. John Connor, all’inizio del film, zompa su un elicottero per inseguire una macchina. Lancia fuori il pilota morto, si siede al suo posto, NON allaccia le cinture, accende i motori, si lancia all’inseguimento, viene colpito, carambola per terra, si ritrova a testa in giù… SLACCIA LE CINTURE e si spalma in una misera gag sul parabrezza dell’elicottero. Meglio se non commento, vah.

Non possiamo poi lasciarci sfuggire una trilogia di quelle che “Io? Capìo niente, ma bello!” oppure “Presente cosa dice Fantozzi della ‘Corazzata’? Ecco, questo è un po’ il mio pensiero…”, senza reazioni intermedie. Oviamònt sto parlando di “Matrix”, dei suoi Oracoli che biscottano a nastro, dei suoi cappottazzi di puro cuoio, peso specifico del piombo, e delle tutine fetish in latex. Trovare dei blooper qui è impresa semplice: il difficile è stabilire se lo sono davvero, blooper. Per stare sulla safe side, segnaliamo questo, vah: nella scena in cui Neo riceve dalla FedEX il telefonino egli compare solo nel suo cubicolo. In una ripresa ravvicinata, però, si vede appoggiata sulla scrivania una mano con tanto di orologio, al bordo sinistro dell’inquadratura. Nella scena successiva torna a essere inquadrato tutto il cubicolo e il possessore della mano non c’è più. Che Mano lavorasse lì per arrotondare lo stipendio degli Addams?

In “Matrix Reloaded” ritroviamo i soliti cappottoni extralarge ed extra peso oltre alle extra cravatte (ma diciamolo, l’Agente Smith fa molto più effetto in giacca e cravatta che non in versione Elrond…). Nella scena in cui Trinity cade dal palazzo e viene colpita dall’agente con un colpo di pistola al fianco…Provate voi (in senso retorico) a sparare a quella distanza a qualcuno con una Imi Desert Eagle e vedrete che la pallottola non si limiterà a entrare nel corpo, ma farà uno sfracello. Posto anche che i proiettili parabellum che usa la Desert o trapassano il corpo perché sono a punta perforante o, se hanno usato la versione a punta morbida, si riducono alla forma di un funghetto e non di un cilindro come Neo mostra nella sua mano.

Gran finale con “Matrix Revolution”, che dovrebbe spiegare una fraccata di cose, ma di fatto non spiega una beneamata fava (ma sarò io che sono limitata e non l’ho capito, eh… certamente è così…). Subito dopo la scena in cui Neo viene “liberato” dalla stazione dei treni, quando Morfeus, Trinity e Neo sono in macchina e si stanno muovendo le luci negli immancabili occhiali scuri sono statiche. Lo si vede chiaramente quando Trinity si gira di lato.

Arriviamo ora a un film piuttosto recente, “Eagle Eye”. Non vi spiego perché lo metto in rassegna, ma è abbastanza caruccetto, vale una visione. Una sola, perché dopo anche basta, dico. Jerry e Rachel stanno scappando dall’Fbi dopo l’assalto al furgone portavalori. Devono correre attraverso una folla di gente incredibile, ma … incredibilmente (?) in almeno un paio di inquadrature dall’alto si vede chiaramente un “corridoio vuoto” tra le comparse in cui i due attori possono scappare senza problemi. Dalle riprese laterali, invece, si vede come i due sono costretti a sgomitare e spingere per potersi aprire un varco tra la folla.

Concludo con un film storico molto, molto bello anche se un po’ lento, “Enigma”. Enigma era la macchina criptatrice dell’esercito tedesco nella WW2 e gli Alleati sono impazziti per tentare di decrittare i messaggi scritti usandola. In questo film si racconta come siano riusciti a farcela, grazie a un supermegaiper computer d’epoca che era grosso più del mio appartamento e al genio di un matematico, Alan Turing. Se vi piace la storia, dategli una possibilità. Poi notate anche come si veda un bikini nel 1943 mentre questo costume ha fatto la sua prima comparsa al mondo nel 1946 e siete a posto. E comunque, la risposta è 42. Ecco.

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