BLOOPERS/ Il rum de L’isola del tesoro i vestiti di Peter Pan e gli errori nei film coi pirati

- Dana Della Bosca

Alle prese con una festa di bambini che giocano a fare i pirati, DANA DELLA BOSCA ci guida in una carrellata tra gli errori e le sviste contenuti nei film pirateschi 

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Una scena del film Peter Pan

Oggi è un giorno speciale per Primogenito: ha invitato i suoi amichini preferiti dell’asilo (scuola dell’infanzia, yeah, I know, fa più figo così…) a giocare qui da noi.

Io ho avvertito i vicini, chiuso in luoghi sicuri tutta la tecnologia non strettamente vitale, preallertato i gatti (che si sono immediatamente fatti di nebbia al primo squillo del campanello) e preparato tavolino apposito con i generi di conforto: biscotti, succhi di frutta, acqua e patatine, tutti agevolmente trasportabili.

Attualmente mi ritrovo con quattro pirati e mezzo: Primogenito è il Capitano, ovviamente; MigliorissimoAmico è il secondo, AmicoPreferito1 è il timoniere e AmicoPreferito2 è la vedetta. Cadetto, per ovvi motivi di altezza e anagrafici, al momento oscilla fra il mozzo e il cambusiere, visto che sta rifornendo i quattro combattenti di derrate alimentari a ritmo allarmante maneggiando nel contempo una scopina, per ripulire il ponte devo presumere.

In loro onore, quindi, eccovi una carrellata di film piratosi (del resto, diciamolo, i capitani pirati o corsari anni ‘70 erano anche dei gran bel vedere… not to mention un recentissimo Capitan Uncino… )

Cominciamo con il più classico dei classici dei film sui pirati: “L’isola del tesoro”, dal libro di Stevenson. Cane Nero arriva alla locanda “Admiral Benbow”, entra e chiede al piccolo Jim “Dammi un doppio rum”. Jim versa nel bicchiere, per circa metà, il rum. Cane Nero sorseggia una sola volta (molto chiaramente si vede ancora del rum nel bicchiere), fa delle domande a Jim, e quando Jim risponde che la madre è andata in città (Cane nero regge ancora il bicchiere parzialmente pieno), cambio inquadratura, Cane Nero poggia sul bancone un bicchiere vuoto. Del resto, se aveva bevuto, poteva essere un po’ disorientato…

La Disney non si fa scappare l’idea e rammoderna tutta la faccenda con un tenerissimo “Il pianeta del tesoro”: la storia di Stevenson regge benissimo anche in versione robotico-spaziale e gli alieni funzionano bene. Il protagonista è una quaglia alla stessa maniera del libro di Stevenson e così sia. Jim si graffia durante il film. Per tutta la parte finale, il graffio andrà sulla parte destra o sinistra della faccia, senza porsi problema alcuno. Non avrà ancora deciso quale sia il suo “lato migliore”…

Anche un grandissimo del cinema come Roman Polanski ha creato il suo film sui “Pirati”, appunto. La nave che hanno usato come set, fra l’altro, è ancora visibile e visitabile a Genova e vi consiglio di andare a farci un giro. Il mio Capitano ancora un po’ e la requisiva (termine nautico, come ci ricorda Jack Sparrow nel film che bloopereremo a breve). Ci è rimasto un po’ male perché i cannoni non avevano le palle o la polvere per poter sparare, ma ha riconosciuto che era responsabilità del capitano della nave chiudere bene a chiave la porta dell’armeria e della santabarbara quando i pirati vanno in ferie. Ehm. All’inizio del film, quando gettano i documenti in mare, Ranocchio si arrabbia col Capitano Red perché troppo attaccato all’oro e dice “lotto per odio verso gli spagnoli, lotto per la gloria non per l’odio”, mentre in realtà avrebbe dovuto dire “non per l’oro” come infatti dice nella versione inglese.

Dicevamo di Jack Sparrow. Questa deliziosa, godibilissima nuova incarnazione di Johnny Depp avrebbe dovuto essere una stand-alone (infatti il film è autoconclusivo e non necessiterebbe di seguiti), ma visto il successo fotonico han pensato bene di farne anche altri tre seguiti. In questo primo film, “La maledizione della prima luna”, mi perdonerete se segnalo un non-blooper, ma è per disperazione: allora, ogni mese arrivano non meno di dieci segnalazioni del fatto che Jack, con le manette ai polsi, riesca a scivolare su una corda usando le manette come carrellino, come se avesse fatto passare la catena attraverso la corda. Ecco. Ascoltatemi. Sto per darvi una delusione, lo so, ma non posso farne a meno: Jack NON rompe le manette. Unisce i polsi, fa passare la catena (ancora legata e adesso a forma di “u”) oltre la corda, afferra la parte finale della U di catena e zomp! Si lancia. Tutto chiaro? Vi prego, ditemi di sì… a www.bloopers.it non ne possiamo più…

Il secondo e il terzo film in realtà potrebbero essere intesi come un unico lunghissimo film e un unico lunghissimo seguito. Il primo è “Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma”. Devo essere sincera: anche io ho sempre tifato per Norrington. Comunque. Quando Orlando Bloom sbarca sull’isola dei cannibali, arrivando a nuoto perché il nero che portava la barca si rifiuta di arrivare a terra, un attimo prima è zuppo, ma nell’inquadratura successiva la sua camicia è già praticamente asciutta. Capisco che ai Caraibi faccia un caldo fotonico, ma qui si esagera, eh!

L’altro film è “Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo”, in cui vediamo un dolce bimbo che canta la canzone all’inizio del film con uno splendido sorriso di denti terribilmente sporchi e ornati da un altrettanto splendido apparecchio ortodontico. Ops.

Il quarto film non mi è poi piaciuto granché, anche se Edward Teach detto Barbanera ha i suoi momenti. Tipo quando, guardando stupito il religioso con loro, dice “Signore, la realtà è molto più semplice. In realtà, sono un malvagio…”. Adorabile. Qui notiamo come il soldato che alla fonte della giovinezza tiene in mano la bandiera, la tenga in realtà al contrario. Ops/bis…

Sempre in tema di tremendi pirati e di Barbanera in particolare, ecco “Il fantasma del pirata Barbanera”, anche questo della Disney, con Peter Ustinov, che quando me lo sono trovato come Poirot non ho potuto fare a meno di guardarlo con un certo sospetto. Scena in cui Steve e la professoressa Becquer entrano nella bisca di Silky, il cameriere che porta il dessert viene spinto nella vasca delle aragoste e anche se quella che si ritrova sulla testa è vera, si vede benissimo che quando cade ne urta una di plastica.

Anni ‘70 invece per “Il corsaro nero” di Sergio Sollima, che ha girato anche un bell’adattamento Tv per “Sandokan” sempre con Kabir Bedi come protagonista. Lui, invece, rivederlo in “Beautiful” anni dopo mi ha solo fatto pensare a cosa si arriva a fare per mangiare. Quando Yara sta lottando con un fiammingo (mentre il Corsaro nero sta combattendo contro Schultz) questo le sbatte più volte la testa per terra e lei perde quella specie di coroncina di corda che porta sempre per fermare i capelli. Nel primo piano, invece, la coroncina è di nuovo fermamente al suo posto.

Concludo con il mio pirata preferito, con un film che sono andata a vedere quattro volte quando è uscito al cinema e che ogni tanto guardo ancora con Primogenito: “Peter Pan” nella versione di Peter Jackson con un sexyssimo Jason Isaacs nei panni di Capitan Uncino. Quando Uncino e Peter stanno combattendo nello scontro finale, vediamo come i vestiti di Uncino siano innaturalmente sollevati sul suo fondoschiena: colpa dell’imbragatura fissata per far sollevare il pirata in volo. Ovviamente l’ho notato solo per caso, chiaro… non mi sarei mai e poi mai soffermata lì… Ehm.

Ora scusatemi, devo scappare.

I miei pirati personali devono aver finito le provviste e stanno per arrembare la credenza: devo andare a difendere i miei biscotti al cioccolato.

AYEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

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