BLOOPERS/ Dai pantaloni al telecomando, gli errori nei film della saga di Fantozzi

- Dana Della Bosca

Quasi tutte le estati in tv viene riproposta la saga di tutti i film con protagonista Paolo Villaggio nei panni di Ugo Fantozzi. DANA DELLA BOSCA ci parla dei bloopers che contengono

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Il film di stasera

Siamo in piena vacanza.

Oddio, almeno oggi sembra di esserlo perché ho potuto vedere il cielo azzurro e il sole mentre Primogenito e Cadetto zompavano allegramente dentro e fuori dalla piscinetta in giardino.

Considerato che in genere in questo momento dell’anno sono incarognita perché fa troppo caldo, sono decisamente spiazzata dall’essere, invece, sorprendentemente freschetta, perché qui piove un giorno sì e l’altro pure. Mi sembra di essere in India durante la stagione dei monsoni e non è un pensiero che mi riempie di gioia, soprattutto perché non ho mai preso la patente nautica ma solo quella terrestre.

Mi sembra strano non potermi lamentare del caldo ma solo del fatto che non fa caldo. È… frustrante!

C’è però una cosa che passano tutte le estati con una puntualità da orologio atomico, soprattutto perché non implica grande dispendio di neuroni né per essere vista, né per pensare di piazzarla in palinsesto: “Raga, è estate, qui la gente è in ferie o fuori casa a farsi i fatti suoi, per i poveracci che invece sono in casa facciamo che li facciamo soffrire un po’ di più mettendogli per l’ennesima volta l’intera saga di Fantozzi, lanciandola come novità assoluta per l’estate?”

Perché io sono convinta che succeda così, eh, con la riunione fatta con l’ultimo arrivato in ufficio, lo stagista che fa ancora i caffè dopo otto mesi di stage e l’addetto alle pulizie.

Ergo, acchiappiamo questa dolce ovvietà estiva e partiamo: questa settimana, Fantozzi-saga!

Tutto comincia nel lontano 1975, quando il primo film sul ragionier Ugo Fantozzi, impiegato nella Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica (la Megaditta, per gli amici), nell’ufficio Sinistri, esce al cinema ed entra nel mito. In “Fantozzi” scelgo questo errore: durante la rissa coi tre energumeni in macchina, si vede uno dei tre lanciare Fantozzi per terra: i pantaloni del rag. si strappano sul popò (si vedono i mutandoni!) ma quando, tornato a casa, si schianta sul letto preso da conato alla vista della Pina, i pantaloni sono tornati miracolosamente intatti. E detto fra noi, dubito fortemente che la Silvani avesse dietro il kit del cucito per ripararli amorevolmente…

Ne “Il secondo tragico Fantozzi” vediamo il nostro eroe col cuore infranto: la Silvani, infatti, si è sposata con Calboni. Traggedia. Anche le migliori cedono, prima o poi. Lui, in compenso, sempre con la Pina. All’inizio del film si vede la Bianchina di Ugo parcheggiata, in un buio desolato che prelude l’alba (peraltro lontana); quando Fantozzi esce dalla megaditta (pochissimi minuti dopo l’inquadratura iniziale), scivolando a pelle di leone sul sapone, si vede chiaramente che devono essere circa le otto. Domanda: ma in quanto tempo sorge il sole a Roma?!

Qualche anno dopo, “Fantozzi contro tutti” e cambio di un’attrice chiave: Liù Bosisio, sembra a causa di un’influenza che le impediva di recitare, ha dovuto cedere il ruolo della Pina a Milena Vukotic, che la interpreterà gloriosamente da qui in poi fino all’ultimo film della saga. Questo blooper mi ricorda un po’ quello di prima: quando Fantozzi viene aiutato a salire sul treno sale sull’ultima carrozza e dalla luminosità sembrano essere al massimo le 4 o le 5 di pomeriggio. Quando ha quasi raggiunto i suoi colleghi (appena tre carrozze più avanti) invece è già notte fonda. Proprio vero che come passa il tempo a Roma…

In “Fantozzi subisce ancora”, vediamo l’incubo di parecchi italiani: la riunione di condominio. Ed è qui che vediamo l’errore che vi presento: guardate quando il condomino, durante la riunione di condominio dai Fantozzi, tira su il tavolinetto: noterete come, ben prima di atterrare sulla schiena dell’altro condomino colpito, il tavolinetto sia già mezzo scollato (una gamba infatti ondeggia!). Professional courtesy, non c’è dubbio.

Nel 1988 Fantozzi riesce a coronare un sogno (che se va avanti così per quelli della mia età rimarrà sempre un sogno… Ok, fine della parentesi acida, prometto…): “Fantozzi va in pensione”. Quando Fantozzi si arrampica sull’antenna per scacciare l’uccellino si nota come l’uccello in questione fosse pateticamente impagliato, immobile, incollato al nido e dondolante giusto per i movimenti dell’antenna.

Non credete: questi film ormai sono patrimonio dell’umanità, ergo anche Primogenito li ha visti, in qualche modo, più o meno di questi tempi, quando aveva già una buona padronanza della lingua e della logica. Sappiate che questo errore in “Fantozzi alla riscossa” segnalato da Buso nel sito di bloopers.it lo ha notato anche lui durante una sonnacchiosa visione a casa. Giuro che non sa leggere e non sa andare sul sito, signori della corte, non si tratta di plagio. L’errore è questo: Fantozzi viene intervistato da un nugolo di giornalisti, fitti come Gormiti sull’Isola di Gorm. Uno di loro, però, merita il Pulitzer ad honorem, perché intervistare qualcuno con un telecomando in mano è veramente da genio del giornalismo.

In “Fantozzi in Paradiso”, un altro po’ di incasinamento climatico-temporale: tutto il film si svolge ad aprile (vedi i vari calendari inquadrati nel film). Com’è allora che a Cortina c’è tutto quel botto di neve e ci sono ancora le luminarie natalizie?

“Fantozzi – Il ritorno”, invece, ci delizia con questo: quando i coniugi Fantozzi depositano il “riscatto” di Uga allo stand 23 della fiera campionaria, il cartellone esposto sotto al motorino dice 3.360.000L (1735,30€, tanto per la cronaca) più IVA. Al telefono invece il concessionario dice che il motorino costa 3.650.000L (1885€, così non vi affaticate a fare la conversione anche qui) più IVA: domanda: quanto costa ‘sto benedetto motorino?

Nell’Anno Domini 1999, quando stava per scoccare il primo anno del terzo millennio (oppure l’ultimo del secondo, dipende dalla vostra scuola di pensiero, so che ci sono state discussioni sanguinose in merito ed è più saggio non rinfocolare vecchi rancori…) esce “Fantozzi 2000 – La clonazione”, secondo me il meno riuscito fra tutti i film della saga. Quando le contessa madre alza la testa dalla tisana al Viagra (che naturalmente non ha nessun effetto nelle donne, ma vabbé, trattasi di film comico scevro da ogni pretesa di verosimiglianza…) si vede per un istante una parte del collo dell’attrice priva del trucco azzurro puffo di scena.

Ho lasciato per ultimo il film “summa”, una sorta di “Jesus Christ Superstar” fantozziano: “SuperFantozzi”, anno 1986, ancora con Liù Bosisio nei panni della Pina. Ovviamente cercare errori storici qui dentro è come cercare errori religiosi in “Jesus Christ Superstar”, quindi vi segnalo questo: durante il torneo cavalleresco, mentre il cavaliere nero picchia Fantozzi con la spada, si vede che perde la mazza ferrata che teneva alla cintura. Nella scena successiva afferra la mazza che è magicamente tornata al suo posto.

Oh, toh…

Mentre scrivevo il pezzo e si stavano scatenando fulmini e tuoni con decibel come nemmeno a un concerto di heavy metal, pare (e sottolineo *pare*) che le nuvole per oggi ci stiano dando tregua.

Non commento oltre, che se se ne accorge capace che comincia a nevicare!

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