POESIA/ II° 21 Gennaio 2010, III° 06 Febbraio 2010, V° Gentil Groviglio

- Giovanni Colciago

Quattro delle poesie di GIOVANNI COLCIAGO: l’io parte da una situazione di confusione, di parole che ritornano su se stesse ma passando attraverso la “bellezza” arriva alla calma assoluta

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Un quadro di Giovanni Colciago (particolare)

Giovanni Colciago – in arte Giò Fuoco – è originario di Carate Brianza e scrive poesie da circa vent’anni. Poco dopo aver iniziato la sua attività poetica ha sentito il bisogno di descrivere con l’arte della pittura astratto-simbolica le emozioni della realtà da lui vissuta. Ai lettori de Ilsussidiario.net propone le sue liriche accompagnate da particolari dei quadri da lui eseguiti. Qui di seguito quattro sue poesie.

I°   21 Gennaio 2010
 
Canzoni
obbiezioni
stento a morire
nel tuo essere
tesoro di ogni istante
visibilmente attento
squarcio
di reale.

II°   21 Gennaio 2010
 
Nell’assurdità
di parole concentriche e ricercate
abbandono il mio essere sensibile
ed attraverso
la bellezza
inesauribile
l’istante
nel cielo prende forma.
Assoluta
la mia calma!

 
Con la luce
in fondo alla notte buia
Sto scoprendo di amare
il mio Destino
e per qual senso
la mia vita volge
lo sguardo.
Ed ammazzando
l’angolo sporco
dell’orgoglio
nel giardino segreto
dei tuoi interminabili infiniti
nel cortile insensato
il vuoto
apparecchiava tavoli di niente
e in questa mente
l’insensato è prostrato al compiuto.
Calcoli matematici
poesie bizzarre
fresco libero
gentil groviglio.

III°    06 Febbraio 2010
 
Se ti dovessi
descrivere
dama del SILENZIO
non parlerei per ore!
Starei solo
ad ascoltare!





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