Vittoria Puccini/ “Non sono più Elisa di Rivombrosa, la Fallaci ruolo più difficile”

- Davide Giancristofaro Alberti

Vittoria Puccini sarà a breve la protagonista della fiction di casa Rai, La Fuggitiva: un action-thriller in cui l’attrice interpreterà una moglie accusata di aver ucciso il marito

Vittoria Puccini
Vittoria Puccini

Vittoria Puccini sarà la protagonista della nuova serie tv per la Rai “La Fuggitiva”. Un impegno ‘pericoloso’ per l’attrice fiorentina, come ha svelato la stessa intervistata quest’oggi dal Corriere della Sera: «Mi sono fatta molto male. Era notte e per fuggire ho perso l’equilibrio, sono scivolata sul brecciolino. Sono imprevisti del mestiere e, a volte, ne esci con qualche dolorosa ferita». Si tratta di un action-thriller al femminile quello che andrà in onda la prossima primavera sulla tv pubblica, in cui la protagonista sarà appunto Vittoria Puccini che interpreterà Arianna Comani, una donna accusata ingiustamente di aver ucciso il marito: «Arianna è innocente – ha aggiunto ancora l’attrice – e la sua vita viene sconvolta: da tranquilla moglie di un assessore comunale di provincia, nonché madre di un bambino di 8 anni, viene catapultata in un incubo. Si mette in gioco per andare alla ricerca della verità. Non le manca il coraggio, ha imparato a difendersi e la storia è avvolta dal mistero». Una fiction che mescola più generi: «La sfida è mischiare i due generi (giallo e action ndr), cui si aggiunge il melodramma».

VITTORIA PUCCINI: “QUANDO INIZIA LA CARRIERA MIO PADRE…”

Sembrano passati anni luce da quando la bella e brava Vittoria Puccini raggiungeva la notorietà grazie ad Elisa di Rivombrosa: «Sono passati vent’anni! – ricorda – e assurdo accennare ancora a quel personaggio. Sono orgogliosa di averlo fatto, ma mi pare pleonastico, oggi, affermare che mi impegno in altri ruoli per allontanarmene. Il lavoro di un attore è cimentarsi in nuove avventure. Quando mi propongono un nuovo personaggio, non penso a diversificarmi dal passato, devo identificarmi con esso. Ho agito così sin dagli esordi della mia carriera». Una carriera iniziata con un monito del padre, dopo aver lasciato la facoltà di giurisprudenza a seguito della chiamata di Sergio Rubini per il film “Tutto l’amore che c’è”: «Papà fu categorico, dicendomi: “Mi fido di te ma, se entro due anni, non succede niente, ricominci a studiare”. Invece, arrivò Elisa». I suoi genitori le sono sempre stati a fianco in questa magica avventura, e Vittoria Puccini farebbe lo stesso per la figlia: «Certo. Se mi dimostrasse di voler inseguire una sua passione, le sarei a fianco. I sogni vanno sostenuti. Sono un’ottimista». Tanti i personaggi interpretati in carriera, ma il più difficile è stato uno solo: «Oriana Fallaci, un’esperienza di lavoro incredibile, la più faticosa. Abbiamo lavorato tante settimane in giro per il mondo, in condizioni precarie. Ma soprattutto il dover dar corpo e voce a una donna così complicata: quello che ho imparato da lei, è che ha sempre difeso le sue idee a costo di diventare antipatica, scomoda».



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