Vittoria Schisano/ “Menomata nel corpo di Giuseppe, sogno di essere madre” (ItaliaSì)

- Emanuela Longo

Vittoria Schisano ospite a ItaliaSì, il suo percorso di cambio di sesso e la sua vita nel corpo di Giuseppe. Ora sogni la maternità

Vittoria Schisano
Vittoria Schisano (Instagram)

L’attrice Vittoria Schisano sarà ospite questo pomeriggio nella trasmissione ItaliaSì, nel corso della quale si confronterà con tematiche delicate e destinate ad animare l’opinione pubblica. Tra queste, ovviamente, il cambio di sesso, argomento che la riguarda in prima persona. Vittoria è infatti la donna che Giuseppe aveva sempre desiderato essere e diventare. “Quando ritorni nel corpo giusto, in cui sin da piccola t’immaginavi, il tempo si contrae: sei bambina a 30 anni e matura a 35. In mezzo hai avuto le tue insicurezze, bisogno di abiti strizzati, spacchi e scolli vertiginosi, di spogliarti, accavallare le gambe, battere le ciglia. In ogni caso, il dubbio restava: si stavano voltando perché piacevi o perché si chiedevano “Ma che attrezzo è”?”, questi i dubbi che per anni la Schisano si è portata dietro, poi confidati qualche tempo fa a Vanity Fair, tra le cui pagine ha raccontato del periodo in cui ha deciso finalmente di essere se stessa e sentirsi nel corpo giusto, quello di una donna, appunto. E così nel 2014, in Spagna, realizza quello che è sempre stato il suo sogno, cambiare sesso. “Mio padre mi vide femmina la prima volta che era già a letto malato: erano gli ultimi giorni della sua vita”, ha ricordato, pensando a quel momento. “Mi guardò sulla porta e, nella penombra della stanza, s’illuminò di una dolcezza già dell’altra parte, extra terrena, non di Pomigliano d’Arco né di questo mondo”, ricorda. “Dio quanto sei bella”, furono le parole del genitore, che però la scambiò per la sorella Rosaria.

VITTORIA SCHISANO, IL CAMBIO DI SESSO ANCHE IN UN POSTO AL SOLE

Raramente capita che le vicende di un personaggio sul set e quelle dell’attore vanno quasi a sovrapporsi. Per Vittoria Schisano però è accaduto con il suo approdo nella soap opera partenopea Un Posto al Sole, dove interpreta Carla, il padre di Alex e Mia che ha deciso di procedere con il cambio di sesso. Lo stesso percorso che anni fa anche Vittoria, al secolo Giuseppe, decise di intraprendere. Eppure su questo tema c’è ancora molta ignoranza: “C’è ancora chi, ignorante, pensa che fare una transizione significhi essere una simil prostituta che cammina nuda con il boa intorno al collo alle 11 del mattino”, ha commentato. Ci sono parole nella vita di Vittoria che vorrebbe non ascoltare più: “Transgender, transessuale, ex uomo: non sono più tutte queste cose da almeno cinque anni”, tuona. Di lei, oggi, ha solo una definizione, chiarissima: “Una donna nata in un corpo sbagliato, che ha vissuto due volte e che, davvero, la prima non la augurerebbe a nessuno”. Attualmente è fidanzata con Donato, imprenditore con il quale ha una relazione da due anni. “Vorrei che mi chiedesse di sposarlo, e tirar su con lui una casa, e una bambina. Femmina. Quella che non sono stata. Giocherei con lei, le stirerei i capelli”, aggiunge.

IL SOGNO DELLA MATERNITÀ

Vittoria da tempo sogna di diventare madre: “La maternità è un desiderio che sento preciso. Forse anche per quello mi sono tagliata il pisello”, ammette. E’ lei stessa a spiegare che prima di procedere al cambio di sesso si fece congelare il seme che oggi le permetterebbe di poter progettare una surrogata con una corrispondenza genetica, ma solo all’estero. Per il Dna però, continuerebbe ad essere il padre. “Sarò genitore, punto”, precisa Vittoria. A tal proposito, ammette di aver avuto dei rimpianti in merito ai suoi genitori e pensando a quanta sofferenza ha pervaso la sua giovinezza, oggi intende lanciare un messaggio ai genitori di chi è intenzionato a compiere questo percorso: “Non siate egoisti. Ci si può vergognare di uccidere e rubare, non di andare verso la verità. Hanno tolto la disforia di genere dalle malattie, ma io credo lo sia, e che vada curata. Anche con la cultura scolastica, politica, sociale. Senza più parlarne di nascosto, sottovoce”. Lei, ammette, dentro il corpo di Giuseppe si sentiva una “menomata”. Oggi, ripensando a lui, prova tenerezza ma soprattutto tristezza. “Non ho neanche una sua foto”.

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