Vittorio Brumotti aggredito a Milano/ Il Coronavirus non ferma gli spacciatori

- Matteo Fantozzi

Vittorio Brumotti aggredito a Milano, l’inviato di Striscia la Notizia mostra come nel capoluogo lombardo non si sia fermato il giro di spacciatori nonostante l’allarme Coronavirus.

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Vittorio Brumotti aggredito

Vittorio Brumotti è stato aggredito a Milano, mentre testimoniava per Striscia la Notizia come l’allarme Coronavirus non fermi il traffico di droga. Nella puntata di oggi, 14 aprile 2020, del telegiornale satirico ideato da Antonio Ricci vedremo l’inviato portarsi alla stazione centrale di Milano per constatare come le restrizioni imposte dal Governo per l’allarme Coronavirus non abbiano fermato gli spacciatori. Proprio per questo problema sanitario l’inviato si reca sul posto da solo con una go-pro montata sul casco e un’altra su una staffa da selfie che gli permettono di non avere al seguito la troupe. Dopo aver notato come gli spacciatori siano totalmente incoscienti non solo nel vendere droga, ma anche nell’abbracciarsi e girare senza mascherine, è stato insultato e aggredito dal lancio di sassi proprio dagli stessi. Le Forze dell’ordine sono intervenute per fermare l’aggressione.

Vittorio Brumotti aggredito a Milano, continua la battaglia contro la droga

Continua la battaglia contro la droga di Vittorio Brumotti che è stato aggredito a Milano. L’inviato di Striscia la Notizia cerca ormai da anni di documentare per Canale 5 diverse realtà del nostro paese, cercando di rendersi utile e di dare il suo contributo per eliminare questo grave problema che affligge l’Italia e non solo. Oggi però il servizio del tg satirico ideato da Antonio Ricci avrà una doppia valenza visto che si parlerà ovviamente anche dell’allarme Coronavirus. Questo perché il Governo ha disposto delle restrizioni che sono decisamente più importanti in Lombardia vero focolaio dell’emergenza sanitaria e regione con più casi e anche purtroppo maggior numero di decessi. Oltre alla gravità dello spaccio si rifletterà anche dunque sulla decisione di non fermarsi neanche nel rispetto di chi lavora onestamente e in questo periodo non può farlo.

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