VITTORIO FELTRI “LIVE NON È LA D’URSO? UN POLLAIO”/ Da Luxuria a Cucchi: gli attacchi

- Anna Montesano

Vittorio Feltri a Live non è la D’Urso lascia lo studio dopo i litigi con le 5 sfere: “avete rotto i cogli*ni, me ne vado!”. Da Luxuria a Ilaria Cucchi…

Enoe Bonfanti, moglie di Vittorio Feltri

Dove c’è Feltri c’è audience, sempre più spesso, nella tv italiana: ma Vittorio Feltri resta un direttore di giornale e come tale in questo “after show” a Live non è la D’Urso è tornato a graffiare sui principali temi della attualità politica italiana. Ed è così che davanti alla querela presentata da Ilaria Cucchi contro Salvini – per le dichiarazioni post sentenza in cui ha assimilato i temi della droga alla morte di Stefano Cucchi – il fondatore di Libero Quotidiano parte all’attacco più o meno come visto ieri sera nel salotto di Barbara D’Urso: «La sorella di Stefano Cucchi ha querelato Matteo Salvini perché questi ha detto che la droga fa male. Se il tribunale lo condannasse vorrebbe dire che gli stupefacenti fanno un sacco bene. Cose folli», scrive Feltri sui social dopo le durissime parole della sorella del detenuto morto picchiato nel carcere di Rebibbia ormai 10 anni fa, «Il signor Matteo Salvini non può giocare sul corpo di Stefano Cucchi. Non posso consentirglielo. Questo era il suo volto quando io ed i miei genitori lo vedemmo all’obitorio il 22 ottobre del 2009. Questo era quel che rimaneva di Stefano. Dei suoi diritti. Della sua dignità di essere umano». (agg. di Niccolò Magnani)

“Un pollaio pieno di cretine”

Serata al cardiopalma per il pubblico di Live Non è la d’Urso che ormai vive di liti e di scontri. Come è possibile fare un po’ di discussioni se non mettendo insieme Vittorio Feltri, Vittorio Sgarbi e cinque sedicenti vip seduti nelle sfere pronte a  tutto per farsi notare? Barbara d’Urso lo sa bene ma poi deve anche andare incontro a quella che sono le conseguenze del suo modo di mettere in piedi i programmi come l’addio di Vittorio Feltri che esce dallo studio inviperito. Come se questo non bastasse, il direttore è poi tornato sui social per chiarire la sua posizione e, soprattutto, accusare ancora coloro che erano presenti al dibattito ieri sera. In particolare, Vittorio Feltri su Twitter ha scritto: “Il programma della D’Urso stasera è stata fenomenale, una riedizione tardiva del manicomio e di un pollaio meraviglioso pieno di cretine”. Tornerà ancora nei programmi della d’Urso oppure no? Lo scopriremo solo alla prossima messa in onda, quello che è certo è che quando c’è Vittorio Feltri in mezzo gli ascolti al top sono garantiti. (Hedda Hopper)

Vittorio Feltri sbotta e va via

Vittorio Feltri ha dato letteralmente di matto durante il momento “uno contro tutti” a Live Non è lo D’Urso. Il giornalista e direttore di Libero, impegnato a rispondere alle domande degli sferati, ha cercato di rispondere alla polemica legata a Lilli Gruber dicendo: “è una ignorante, l’andropausa non è una malattia” ma lo interrompe Veronica Maya, una delle cinque sferate. A quel punto Feltri sbotta dicendole: “ma stai zitta, perchè devi rompere i coglioni?” e poi cerca di riprendere il discorso dicendo “l’andropausa non è una malattia…” ma viene nuovamente interrotto. Feltri alla seconda interruzione si alza in piedi e alza la voce: “mi sono rotto le palle a sentire delle galline che mi interrompono. Me ne vado basta, ma sono sceme” dice rivolgendosi alle cinque donne nascoste nelle sfere. Veronica Maya ribatte al giornalista: “Lei sta facendo una brutta figura”, ma Feltri risponde a tono: “sei una gallina, ma ti rendi conto?”. Anche Daniela Martani prende la parola contro Feltri: “si è fatto lo spritz come la Mega?”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Vittorio Feltri contro Luxuria: “frocio non è un’offesa”

Vittorio Feltri nel momento “Uno contro tutti” a Live Non è la D’Urso si ritrova a rispondere alle domanda dei cinque sferati. Tra questi c’è anche Vladimir Luxuria che lancia una vera e propria bomba: “i termini frocio, ricchione, culattone sono delle battute che possono anche strappare delle risate, ma è un insulto e non se la può cavare perchè la parola gay è un termine inglese”. Non solo la Luxuria sul finale dà del cafone al giornalista e direttore di Libero che si difende dicendo: “la cafona è lei, io uso il linguaggio che voglio, che è quello popolare se a lei non piace non me ne frega niente. Pretendo che non si faccia la guerra al dizionario, tutti i termini che io uso sono contenuti nei migliori dizionari della lingua italiana”. La Luxuria però non ci sta e difende il suo punto di vista: “deve smettere di usare questo linguaggio perchè ci sono anche dei ragazzi che si sono suicidati per queste parole” con la D’Eusanio che sottolinea a voce alta “le parole hanno un peso e sapete che il significato delle parole”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Vittorio Feltri: “Dico quello che penso, di solito anche delle cazzate…”

Vittorio Feltri è ospite con Vittorio Sgarbi del momento “uno contro tutti” a Live Non è la D’Urso. Il giornalista e direttore di Libero si confronta con la prima sfera occupata da Alda D’Eusanio. “Sono la prima palla dottor Feltri” – dice la D’Eusanio che procede dicendo –  “tutti i figli delle mie amiche impazziscono per lei, tutti sono in rete a ridere con le sue battute. Lei è diventato icona dei giovani, allora mi chiedo i giovani ridano di lei o con lei?”. Feltri allora replica: “non mi sono mai accorto di essere seguito dai giovani e dai vecchi. Io faccio una vita solitaria, sto sempre nel mio giornale e qualche volta purtroppo accetto inviti televisivi e il più delle volte sono irritato perchè il conduttore mi fa una domanda. Non riesco neppure a cominciare a rispondere che quei coglioni che ci stanno nello studio mi interrompono ed io mi irrito. Dico quello che penso, di solito penso delle cazzate…” (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Dai “ceffoni” a Greta Thunberg alla “menopausa” di Lilli Gruber

Si prospetta una puntata di Live non è la D’Urso parecchio accesa. Per lo scontro con le 5 sfere, Barbara D’Urso ha infatti scelto due protagonisti sicuramente noti per le polemiche e le liti che spesso scatenano sia sul piccolo schermo che sul web. Ultimamente Vittorio Feltri ha fatto parlare di sé per alcuni attacchi mirati in particolare a Lilli Gruber – spesso protagonista di pungenti frecciatine – ma anche alla giovane attivista Greta Thunberg. In un’intervista per Le Fonti Tv, Feltri si è scagliato duro contro la Gruber in primis: “Libero ha pubblicato un articolo su Lilli Gruber scritto da una donna, Costanza Cavalli. – ha esordito – Siccome la Gruber sa parlare ma non sa leggere ha pensato che lo avessi scritto io, nonostante ci fosse una firma corpo 14, quindi o è cieca o non capisce quello che legge.”

Vittorio Feltri contro Lilli Gruber: “Ho risposto in modo sessista ma…”

L’attacco di Vittorio Feltri alla Gruber non si ferma qui. Ricordando la dura replica della conduttrice e giornalista, Feltri infatti aggiunge: “”Lei mi ha attaccato in modo sessista dicendo che sono in andropausa grave, ignorando che l’andropausa non è una patologia ma un fatto naturale che vivono tutti quelli che hanno la fortuna di invecchiare perchè l’unico modo per non invecchiare è morire giovani e io questa scelta non l’ho fatta.” Così prosegue “E le donne, dal canto loro, hanno la menopausa. Ma siccome lei è in menopausa da 20 anni non può dare a me del malato di andropausa. Io ho risposto in modo sessista ma è stata lei a offendere me immotivatamente visto che non ero io l’autore dell’articolo”.

Vittorio Feltri: “Greta Thunberg? Le darei un paio di ceffoni”

Nella sua lunga intervista, Vittorio Feltri non risparmia la giovane attivista Greta Thunberg, sulla quale tuona: “Se avessi una figlia come Greta un paio di ceffoni glieli darei per rimandarla a scuola perchè lei non va a scuola e chi non va a scuola non può arrogarsi il diritto di fare la professoressina.” E non manca un cenno ad un altro tema caldo come quello della scorta a Liliana Segre: “Spiace moltissimo che una signora di 90 anni come Liliana Segre, che ha subito quello che ha subito, venga insultata. Però non è vero che sono 200 insulti al giorno ma semmai 200 all’anno, quindi non mi sembra una manifestazione così grave.”

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