“Viva le Br”, chat su lotta armata: 5 minori denunciati/ Video Isis e odio razziale

- Emanuela Longo

Scoperta chat con minori che strizzava l’occhio a Brigate rosse e Isis: 5 ragazzi denunciati, video di esecuzioni e odio razziale

isis
Jihadisti (Foto dal web)

Politica e lotta armata: erano queste le tematiche affrontate in una chat da ragazzini minorenni di 15 e 16 anni dal nome emblematico “Gruppo politica” di cui facevano parte 96 persone, per la maggior parte minori. Qualcuno strizzava l’occhio alle Brigate rosse che provocarono sangue nel nostro Paese molti anni prima della loro nascita, altri invece ipotizzavano di diventare baby combattenti nella regione del Donbass, nell’Ucraina orientale. Cinque dei partecipanti ai discorsi della chat in oggetto, come spiega Quotidiano.net, sono stati denunciati dai carabinieri di Siena poiché considerati responsabili, a vario titolo, e in concorso tra loro di associazione sovversiva e istigazione a delinquere.

Nessuno dei soggetti coinvolti è toscano ma l’inchiesta coordinata dal capo della procura dei minori di Firenze, Anonio Sangermano, rappresenta la terza costola di quella che prende il nome dalla chat “The Shoah party”, scattata nel 2019 a Siena in seguito alla denuncia di una madre coraggio. All’epoca la donna denunciò la presenza sul cellulare del figlio di due video pedopornografici ma da quella denuncia scoperchiò un pentolone dal contenuto choc.

CHAT SU LOTTA ARMATA: 5 MINORI DENUNCIATI

Da quell’inchiesta emersero video terribile di violenze ed abusi, esaltazione dell’odio inneggianti a Hitler, Mussolini e Bin Laden. Tanti furono i minori indagati tra cui il presunto creatore della chat, un ragazzo piemontese, il quale è in attesa dell’udienza preliminare dopo che la sua posizione sarebbe stata stralciata tempo fa, come confermato dall’avvocato Stefano Tizzani. Scavando in questi messaggi, all’inizio del 2021 i militari scoprirono il “Gruppo Ustici” che portò a varie perquisizioni in Veneto, Sicilia, Lombardia e Basilicata. Dall’analisi del materiale informatico dei ragazzi emerse il “gruppo politica” su Whatsapp. Il gruppo in questione fu attivo per quasi un anno, fino al maggio 2019 e come spiegato dagli inquirenti era caratterizzato “da derive ideologiche nelle quali la violenza e l’uso della forza venivano considerate strumentali e funzionali all’affermazione del pensiero politico”. Ad accomunare le varie posizioni antisemitismo, discriminazione sessuale e odio razziale. Oltre a parlare di politica, i partecipanti al gruppo condividevano anche video di esecuzioni capitali e smembramenti di corpi umani da parte dei terroristi dell’Isis.



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