Vivendi deve risarcire Mediaset/ 1.7 milioni di euro per mancato acquisto Premium

- Davide Giancristofaro Alberti

Il gruppo francese Vivendi è stato costretto a risarcire Mediaset dopo il mancato acquisto di Premium, ma il Biscione è pronto a ricorrere in appello

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(LaPresse)

La società francese Vivendi dovrà risarcire Mediaset e Rti per non aver rispettato gli obblighi “preliminari e prodromici” relativi all’acquisto di Mediaset Premium. Così ha sentenziato il tribunale civile di Milano, che ha obbligato i transalpini a versare 1.7 milioni di euro nelle casse dei due gruppi meneghini di cui sopra, sottolineando comunque che gli stessi non hanno violato i patti parasociali, né possono essere accusati di concorrenza sleale. Una prima vittoria quindi per Cologno Monzese, dopo cinque anni di battaglie legali, ma il Biscione si dice pronto a ricorrere in appello, come scrive l’Adnkronos, ritenendo la cifra di cui sopra troppo esigua (la richiesta era di ben 3 miliardi di euro).

Stando alla sentenza emessa dai giudici Daniela Marconi, Amina Simonetti e il presidente Angelo Mambriani, Vivendi avrebbe quindi violato il contratto, ma non avrebbe raggirato Mediaset, cosa invece che sostiene proprio l’azienda milanese. Secondo quanto sostenuto dal collegio, l’operazione di acquisto dei francesi di azioni Mediaset a partire dal dicembre 2016 “non sia avvenuto in violazione delle previsioni del contratto” e che l’operazione “non possa essere ritenuta illegittima”, quindi non vi sarebbe stata concorrenza sleale.

VIVENDI DEVE RISARCIRE MEDIASET: LA VICENDA NATA AD AGOSTO 2016

Vivendi “avrebbe senza dubbio – si legge ancora nella sentenza – potuto invocare il rimedio risarcitorio per il deficit di informazioni di impatto rilevante sugli indicatori fondamentali dell’impresa, ma non esercitare il diritto di recesso o rifiutare la stipulazione del contratto definitivo di scambio azionario”. La vicenda era iniziata nell’estate del 2016 quando i francesi, dopo aver firmato un contratto con Mediaset l’8 aprile, decisero di fare un passo indietro, acquisendo solo il 20% del capitale di Premium e non più il 100% come invece stabilito appunto pochi mesi prima. Da lì è scattata quindi la causa da parte del gruppo di Berlusconi a partire dall’agosto di cinque anni fa, chiedendo un “risarcimento dei danni sin qui subiti da Mediaset stimati per ora in un importo pari a 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo nell’adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016”. Per ora le richieste non sono state esaudite.



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