IL PALAZZO/ L’asse Draghi-Berlusconi-Napolitano resisterà all'”uragano”?

- Lamberto Icini

Il futuro politico, e forse non solo, dell’Italia passa tutto attraverso l’asse che porta da Palazzo Chigi al Quirinale e da lì alla Banca d’Italia. La situazione vista da LAMBERTO ICINI

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Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

Silvio Berlusconi, Mario Draghi, Giorgio Napolitano. Il futuro politico, e forse non solo, dell’Italia passa tutto attraverso l’asse che porta da Palazzo Chigi al Quirinale e da lì alla Banca d’Italia. Non senza un occhio alla Banca centrale europea. Un asse che nella ultime settimane si è notevolmente rafforzato. I contatti telefonici si sono moltiplicati e molte della misure che hanno trovato spazio nell’ennesima riedizione della manovra di agosto sono il frutto di questi colloqui. Per capire l’aria che tira basterebbe guardare alla “visita” che ieri sera Draghi ha fatto al premier. Un breve faccia a faccia (appena mezz’ora) che viene descritto come cordiale e positivo, e che è servito per fare il punto della situazione e definire i prossimi passi. Dopotutto, fanno notare all’interno della maggioranza, anche se sui giornali è riapparso il fantasma del governo tecnico, la manovra approvata dal Senato ha avuto un effetto benefico sui mercati ed ha raccolto il plauso dell’Europa.

Una situazione che incoraggia il governo a proseguire lungo la strada che porta alla fine della legislatura. Non solo, ma anche il Capo dello Stato ha nettamente escluso la possibilità, almeno nell’immediato, che possano nascere esecutivi diversi dall’attuale. Così Berlusconi dopo aver fronteggiato le proteste degli alleati e degli amministratori locali del Pdl, tira un sospiro di sollievo. Anche perché convinto che fino a quando non si uscirà dalla crisi, nessuno spingerà il Paese verso l’instabilità.

In questo scenario quasi idilliaco, però, si riaffaccia lo spettro delle inchieste giudiziarie. Stavolta, ad imbarazzare il premier, sono i rapporti con Valter Lavitola e Gianpaolo Tarantini. Martedì il presidente del Consiglio verrà ascoltato a Palazzo Chigi dai pm di Napoli. Per ora è lui la parte lesa, ma nei Palazzi della politica si aspetta l’uragano. Sempre più insistente circola infatti la voce di un corposo fascicolo di intercettazioni pronte ad essere pubblicate sui quotidiani. Intercettazioni di cui quella di ieri pubblicata dall’Espresso (il premier avrebbe consigliato Lavitola di non ritornare in Italia) sarebbe solo un antipasto. Secondo i ben informati, infatti, dai verbali delle telefonate emergerebbe una situazione piuttosto compromettente per Berlusconi che sarebbe stato perfettamente a conoscenza dei traffici di Tarantini compresa la “natura” delle ospiti che l’imprenditore barese portava a Palazzo Grazioli.

Nessuno sa cosa succederà se e quando le intercettazioni usciranno sui quotidiani. Di certo sarebbe un problema per Berlusconi che, ancora una volta, si troverebbe costretto ad affrontare dei guai giudiziari. Lui, per ora, parlando con i suoi, smentisce qualsiasi coinvolgimento nelle vicende oggetto delle inchieste e si limita a ribadire di aver dato un aiuto a delle persone in difficoltà.Contemporaneamente sfoga la propria rabbia per un “attacco” che giudica irresponsabile soprattutto perché portato in un momento delicatissimo per il Paese. A questo punto l’unica domanda che tutti si pongono è: riuscirà l’asse Draghi-Berlusconi-Napolitano a reggere l’urto?

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