ROUSSEAU, SÌ M5S A MANDATO ZERO E ALLEANZE/ Pd esulta: “Fatto molto positivo”

- Niccolò Magnani

M5s, due sì alla consultazione sulla piattaforma Rousseau: via libera a mandato zero e ad alleanze locali con partiti “tradizionali”. Di Maio: “Nuova era”

Rousseau M5s doppio mandato
Voto Rousseau su doppio mandato M5s

Arrivano le prime reazioni dopo il voto su Rousseau di casa M5s. Il primo commento degli alleati dem è del segretario Nicola Zingaretti, che ha definito «fatto molto positivo» il via libera alle alleanze locali ma ha anche chiuso la porta ad una convergenza su Virginia Raggi sindaco di Roma: «Non sosterremo mai la ricandidatura della sindaca Raggi perché credo che siano stati 5 anni drammatici per la Capitale d’Italia». La prima cittadina ha scelto Facebook per commentare il risultato del voto su Rousseau: «Mi ricandido. Ora avanti a testa alta, insieme. Grazie a tutti per il sostegno e l’incoraggiamento che non avete mai fatto mancare. Parlo al plurale perché noi siamo una squadra: uniti vinceremo le sfide che ci attendono». Infine, la gioia dell’ex capo politico pentastellato Luigi Di Maio, che ha brindato «alla nuova era per il Movimento 5 Stelle nella partecipazione alle elezioni amministrative». (Aggiornamento di MB)

RISULTATI VOTO ROUSSEAU: OK A MANDATO ZERO E ALLEANZE

Arrivati finalmente i risultati del voto su Rousseau su mandato zero e alleanze locali: gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno detto sì alla modifica sul mandato ed alle coalizioni a livello locale con i partiti tradizionali. 39 mila sì per il mandato zero, notizia molto attesa da Virginia Raggi: il sindaco di Roma potrà infatti ricandidarsi alle amministrative in programma nel 2021. I no in questo caso sono stati 9.740. Ma non è tutto: è arrivato il via libera, con 29 mila voti, alle alleanze locali con soggetti politici considerati “tradizionali”, in altre parole con il Partito Democratico. I no alla modifica sono stati 19.514. Il Blog delle Stelle rende noto che hanno partecipato alle due votazioni un totale di 48 975 aventi diritto che hanno espresso complessivamente 97 685 preferenze. (Aggiornamento di MB)

 

VOTO ROUSSEAU SU MANDATO ZERO E ALLEANZE LOCALI

Il post di Luigi Di Maio di ieri sera – trovate tutti i dettagli qui sotto – ha un significato assai più forte di quanto non dicano quei due “sì” ai quesiti posti dal voto su Rousseau: in attesa dei risultati in arrivo dopo le ore 12 (tra l’altro parallelamente all’altro snodo politico della giornata, l’audizione del “filo M5s” presidente Inps Pasquale Tridico sullo scandalo bonus “furbetti”) l’endorsement dell’ex capo politico in favore di un Raggi-bis e delle alleanze locali col Pd rappresentano una duplice valenza. In primis, con un intervento così deciso e netto, fa trapelare che in casa 5Stelle non tutti siano convinti sull’esito scontato della votazione su Rousseau; in secondo luogo, esattamente un anno dopo il famoso video di Di Maio che ripeteva «noi col Partito di Bibbiano che strappa i bambini ai genitori con l’elettroshock non abbiano niente a che vedere» ora chiede l’esatto contrario ed è pronto ad un futuro “benedetto” da Beppe Grillo ovvero legato a doppio filo con i Dem. Nota di colore, mentre Tridico e la stessa Raggi vengono chiamati ad un “referendum” di giornata su di loro (con rispettivamente, audizione e votazione Rousseau), in una nota congiunta Pd e M5s hanno annunciato la sospensione delle cause penali e civili che li vedevano contrapposti «Il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle hanno deciso di comune accordo di abbandonare alcune cause che li vedevano contrapposti. È inutile continuare ad intasare i tribunali perdendo tempo con vicende vecchie e superate, anche per coerenza rispetto al rinnovato clima politico». Restano le voci “fuori dal coro” dimostrando come il M5s sia ancora molto diviso, specie sulle alleanze col Pd: oggi Barbara Lezzi, dell’ala “filo” Di Battista spiega «È un NO convinto il mio alle alleanze con i partiti nei territori. Non perché sia pregiudizialmente contraria ma perché ritengo che si debba definire un metodo solido, con regole certe e trasparenti, criteri convincenti per i nostri elettori».

DI MAIO “DUE SÌ PER IL BENE DEL M5S”

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nonché ex capo politico del Movimento 5 Stelle, interviene con un lungo post sul voto su Rousseau in merito al vincolo del doppio mandato e alle alleanze amministrative del M5s. Nessun dubbio per lui sul voto da esprimere: «Due sì perché io mi fido dei territori», ha scritto su Facebook, rendendo così pubblico il suo orientamento per le votazioni in corso sulla piattaforma. «Oggi siamo chiamati a votare su Rousseau per sbloccare il terzo mandato a Virginia Raggi e a tutti gli altri nostri Sindaci che vogliono ricandidarsi per un altro mandato. Io voterò sì, credo che sia giusto. Perché il MoVimento si evolve e mai come in questo momento sta prendendo coscienza del fatto che perdere persone che abbiano maturato una tale esperienza come Virginia sarebbe suicida. Meglio tardi che mai», ha proseguito Di Maio. Poi ha ulteriormente motivato il suo sì: «Io voterò SÌ per dare la possibilità a un nostro sindaco di continuare a portare avanti l’esperienza già maturata nella propria città. Significa dare continuità a un lavoro, significa non lasciare tutto in sospeso, significa non dover ricominciare ogni volta da capo». Ma Di Maio ha parlato anche del secondo quesito per sbloccare nelle elezioni comunali la possibilità di allearci con altre forze politiche. Anche in questo caso voterà sì. «Innanzitutto ho fiducia nei nostri gruppi comunali. Ci sono 5 comuni che hanno deciso di fare delle coalizioni a livello territoriale insieme ad altre liste civiche. Con candidati terzi che siano ampiamente rappresentativi del programma che hanno sottoscritto, un programma in cui naturalmente ci sono le nostre 5 Stelle, i nostri principi, i nostri valori. Niente di più e niente di meno di quello che abbiamo già fatto al Governo centrale». (agg. di Silvana Palazzo)

ROUSSEAU, VOTO DOPPIO MANDATO E ALLEANZE: RAGGI ‘DIVIDE’ M5S

«Da oggi sono aperte le votazioni sulla piattaforma Rousseau. Votate. Avete tempo fino alle ore 12 di domani», lo scrive sui social direttamente la sindaca di Roma Virginia Raggi ricordando il voto su Rousseau per le alleanze locali e soprattutto sulle modifiche al vincolo del secondo mandato, considerato da molti critici interni al M5s una norma «ad hoc» proprio per permettere il Raggi bis. Contrario alla ricandidatura e alla mossa del Movimento il consigliere Enrico Stefano, presidente della Commissione Trasporti a Roma: «Molti di quelli che oggi sono stati folgorati sulla via del Raggi-Bis fino a l’altro ieri remavano contro e chiedevano la sua testa». In favore della sindaca scende in campo invece un’altra consigliera capitolina del M5s, Carola Penna «Sarà una grande opportunità per la città  di Roma, per portare avanti e proseguire nella lotta contro il  malaffare che ha attanagliato la Capitale per anni. Per farlo sarà  importante continuare a sostenere la persona che più di tutti ci ha  messo la faccia: Virginia Raggi». Nel quesito posto su Rousseau si propone la modifica alla regola sul mandato zero con questa nuova iscrizione al regolamento: «Un iscritto può considerare il primo e/o l’unico mandato da consigliere comunale/ municipale e/o Presidente di Municipio come nullo al fine del conteggio dei due mandati. In aggiunta un consigliere comunale in carica, può decidere di candidarsi ad una qualsiasi carica elettiva ed interrompere il  mandato comunale in caso di elezione. Per i consiglieri e/o Presidenti di Municipio di un gruppo di maggioranza è necessario che tutti gli altri consiglieri all’unanimità diano il consenso alla candidatura».

CAOS M5S CON VOTAZIONE SUL RAGGI-BIS

Oggi dalle ore 12 fino a domani 14 agosto sempre a mezzogiorno gli iscritti M5s sono chiamati ad un nuovo voto sulla piattaforma Rousseau per dirimere le modifiche al vincolo del doppio mandato e sulle alleanze alle amministrative: sul sito di proprietà della Casaleggio Associati gli iscritti al Movimento 5 Stelle, dopo giorni di spaccature e fratture interne per l’annuncio di ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma, si dovrà votare sulla modifica proposta ieri dal reggente M5s Vito Crimi sul “mandato zero” e un secondo quesito sarà invece sulle alleanze grillini e livello locale in vista delle prossime Comunali di settembre. Come per tutti gli altri voti su Rousseau, gli iscritti potranno votare purché siano registrati da almeno sei mesi e abbiano un documento certificato per accedere alla votazione. Il voto spalmato su due giorni è ritenuto particolarmente importante proprio per il significato che avrà nel accettare o bocciare, a secondo dell’esito del primo quesito, la seconda candidatura consecutiva a sindaco della Capitale di Virginia Raggi: come noto, una delle regole ferree del Movimento 5 Stelle per volontà dei 2 fondatori Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio è proprio il vincolo del secondo mandato che impedisce a consiglieri, sindaci e parlamentari del M5s di potersi ricandidare una terza volta consecutiva a qualsivoglia carica politica nazionale e locale. Ora, la Raggi dopo esser stata consigliera comunale a Roma è stata eletta sindaca e due giorni fa ha annunciato la ricandidatura: fanno in tutto 3 mandati e così il Movimento ha convocato d’urgenza una votazione su Rousseau per dirimere l’enigma, con la “benedizione” di Beppe Grillo che al netto delle forti polemiche di una parte sostanziosa dello stesso M5s sostiene l’eventuale “terzo mandato” della sindaca.

VOTO ROUSSEAU: IL PRIMO QUESITO

Veniamo ora ai due quesiti che gli iscritti M5s si ritroveranno dalle ore 12 sulla piattaforma Rousseau: il primo enuncia «Sei d’accordo a impegnare il Capo Politico ed il Comitato di Garanzia a modificare il cosiddetto mandato zero, escludendo dal conteggio del limite dei 2 mandati elettivi, un mandato da consigliere comunale, municipale e/o Presidente di Municipio?», In pratica si propone di considerare il “mandato zero” prevedendo che un candidato possa considerare come nullo al fine del conteggio dei 2 mandati quello da consigliere comunale/presidente di Municipio. Non solo, viene anche proposta come modifica «un consigliere comunale in carica, può decidere di candidarsi ad una qualsiasi carica elettiva ed interrompere il  mandato comunale in caso di elezione. Per i consiglieri e/o Presidenti di Municipio di un gruppo di maggioranza è necessario che tutti gli altri consiglieri all’unanimità diano il consenso alla candidatura». Come spiegato ieri dal capo politico Vito Crimi, «con il tempo ci si è resi conto di quanto fosse difficile paragonare l’attività politica che si svolge in Parlamento e nei consigli regionali, a quella che si realizza in un consiglio comunale: qui il professionismo della politica è quasi inesistente e senza un puro, sincero, spirito di servizio, è difficile andare avanti». Durissimi i commenti di parte del M5s non solo romano – che ha preso distanza dalla norma “ad hoc” per la Raggi – ma anche nazionale con Stefano Buffagni (viceministro Sviluppo Economico) che citando Casaleggio ha scritto sui social «Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli».

IL SECONDO QUESITO SULLE ALLEANZE LOCALI

Il secondo e ultimo quesito su piattaforma Rousseau riguarda invece le eventuali alleanze local con i partiti “tradizionali” in vista delle Comunali: ecco il testo, «Sei d’accordo con la proposta del Capo Politico di valutare, sentito il Comitato di Garanzia, la possibilità di alleanze per le elezioni amministrative, oltre che con liste civiche, anche con i partiti tradizionali?». In alcuni territori, specifica ancora il Blog delle Stelle presentando il quesito su Rousseau, «Il nostro regolamento prevede che a livello locale si possano promuovere alleanze con liste civiche, in conformità con il voto espresso dagli iscritti nel luglio 2019, che ha accolto con favore questa proposta. In alcuni Comuni sono stati avviati dei percorsi di confronto e condivisione di programmi che potrebbero far convergere in coalizione non soltanto liste civiche ma anche il Partito Democratico. In questi Comuni, in un caso il candidato sindaco potrebbe essere un candidato del Movimento 5 Stelle, mentre negli altri sarebbe un candidato civico espressione della coalizione». Da questi due quesiti e dai risultati attesi per domani dopo le ore 12 passa molto se non tutto delle prossime mosse del Movimento alle elezioni amministrative e regionali, con un’indubbia valenza anche nazionale per l’alleanza di Governo con il Partito Democratico.

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