Walter Onichini, sparò a ladro: confermata condanna/ “Mi vergogno d’essere italiano”

- Emanuela Longo

Walter Onichini, sparò a ladro in casa: confermata condanna in Appello. L’uomo sorpreso: “Mi vergogno di essere italiano”, difesa valuta ricorso

Si separa dalla moglie e si fidanzata con la giudice
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E’ giunta la condanna in Appello a carico di Walter Onichini, il macellaio padovano che nel 2013 sparo ad un ladro che si era introdotto nella sua abitazione, ferendolo, per poi caricarlo in auto e abbandonarlo a un chilometro da casa. A sorpresa al termine del secondo grado, la condanna a suo carico è stata confermata. In primo grado Onichini era stato condannato nel dicembre del 2017 a 4 anni e 11 mesi ma il procuratore generale presso la corte d’Appello di Venezia  ne aveva chiesto la sua assoluzione. Lo stesso ne aveva già attenuato la posizione dell’imputato alla vigilia della promulgazione della nuova legge sulla legittima difesa. Nonostante questo, al termine del secondo grado i giudici hanno confermato la condanna a carico del macellaio che, come riferisce Corriere.it, ha commentato a caldo: “Mi vergogno di essere italiano. Hanno ragione i ladri, bisogna fare i delinquenti in Italia”. Parole certamente dure giunte al termine di una lunga camera di Consiglio iniziata questa mattina alle 10 e terminata solo dopo le 17.

WALTER ONICHINI, SPARÒ A LADRO: CONDANNATO IN APPELLO

La difesa di Walter Onichini rappresentata dall’avvocato Ernesto De Toni ha già annunciato il ricorso: “È stata ritenuta valida una sentenza di primo grado che sia a giudizio mio che del procuratore generale andava completamente riformata. Ora si sono dati 90 giorni per la motivazione, vedremo quale essa sarà. È evidente che valuteremo di ricorrere ancora contro questa decisione”, ha commentato. I fatti contestati al macellaio padovano risalgono esattamente al 22 luglio 2013. L’uomo sparò con l’arma di sua proprietà contro un ladro di origini albanesi, condannato ma irreperibile e un complice mai identificato. I due erano entrati nel giardino della sua abitazione a Legnaro e stavano tentando di portargli via l’auto. Il procuratore generale inizialmente aveva chiesto di derubricare il reato da tentato omicidio a lesioni colpose ma la Corte d’Appello veneziana si è espressa oggi con una inaspettata conferma della condanna.



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