WANNA MARCHI/ “La mafia calabrese ci ha bruciato l’azienda e provato ad uccidere”

- Morgan K. Barraco

Wanna Marchi a “Seconda Vita” di Gabriele Parpiglia rivela: “in carcere hanno cercato di farmi suicidare, ma non ci sono riusciti”. Ora vive in Albania dove…

Seconda Vita
Wanna Marchi ospite di Gabriele Parpiglia a "Seconda Vita"
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Wanna Marchi a “Seconda Vita” di Gabriele Parpiglia racconta la sua salita fino alla sua discesa. Dal successo al carcere fino alla rinascita che l’ha portata a trasferirsi in Albania con la figlia Stefania Nobile. “Io posso vendere qualsiasi cosa, posso vendere anche te” dice Wanna Marchi ricordando il suo periodo d’oro e la sua arte da teleimbonitrice. “Ricordo che durante una televendita riceviamo tantissime telefonate che non avevamo i prodotti” – racconta la Marchi, che prosegue dicendo – “così vado in banca e chiedo mi servono 70 milioni e gli racconto tutto. Lui non capiva, mi diede 30 milioni. Cerco un’azienda che mi fa i prodotti e comincio così”. Poi arriva il successo, ma non è stato tutti così facile: “la mafia calabrese ci ha bruciato l’azienda, 10 miliardi andati in fumo, poi ci hanno sparato, ci hanno bruciato la casa. Volevano la tangente, una mattina mi alzo e di fronte casa c’era una carrozzina con su scritto “Stefania” come per dire spariamo a tua figlia”. Poi arrivano le denunce, le accuse di Striscia La Notizia fino all’arresto e un particolare ricordo: “mi è venuto a prendere un plotone neanche fossi un terrorista”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

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Wanna Marchi: l’addio all’Italia, nuova vita a Tirana

Wanna Marchi ha voltato pagina e non in Italia, ma in Albania. La teleimbonitrice più conosciuta del piccolo schermo italiano ha deciso di lasciare il nostro Paese e trasferirsi a Tirana con la figlia Stefania Nobile. Le due donne hanno aperto una gintoneria e hanno messo in piedi un ambiente elegante che ha avuto subito un forte successo, tanto da aprire in tempi brevi altri due locali. L’ultimo, il quarto, aperto poco tempo fa nelle vicinanze di Durazzo. “In Italia eravamo marchiate, nessuno ci faceva più lavorare e noi ne avevamo bisogno. Siamo arrivate in Albania per caso, trovando una terra ospitale che ci ha permesso di essere quello che siamo: brave imprenditrici“, hanno dichiarato entrambe diverse volte, come riferisce Libero. “Ancora mi devo abituare, ma sento che questo è il posto giusto. Le abbiamo provate tutte per non lasciare il nostro Paese, ma nessuno offre lavoro alle ‘Marchi’. Una sera eravamo senza benzina sulla via Emilia e senza soldi, un’altra volta non riuscivamo a fare la spesa. Da qualche parte dovevamo ricominciare, ed eccoci qui“, ha dichiarato ancora Wanna Marchi al settimanale Chi. La donna sarebbe stata convinta a quanto pare dalla figlia a rimettersi in piedi, contando solo sulla ristorazione e sulla loro natura di imprenditrici. Niente più televisione per Wanna Marchi, amata dal pubblico italiano e volto noto di tante televendite, almeno fino a quando non ha dovuto pagare lo scotto per la condanna ricevuta in via definitiva dieci anni fa, per l’accusa di truffa aggravata: nove anni e sei mesi di carcere che la teleimbonitrice ha già finito di scontare.

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Wanna Marchi:”In carcere han provato in tutti in modo per farci suicidare”

D’accordo?“: con queste due parole Wanna Marchi ha creato il suo impero in televisione, la stessa a cui ha deciso di voltare le spalle in via quasi definitiva, dopo la condanna per truffa aggravata, un iter processuale iniziato con le denunce di Striscia la Notizia sul suo conto. Quasi definitiva perché Wanna Marchi sta per ritornare sul piccolo schermo e l’occasione le viene offerta da Seconda Vita, il programma di Real Time che ritornerà con la sua seconda puntata nella prima serata di oggi, mercoledì 6 novembre 2019. Al suo fianco ci sarà anche la figlia Stefania Nobile, che di sicuro ha ereditato da lei quella combattività che ha permesso ad entrambe di farsi conoscere dagli italiani. “Non si può abbassare la testa, ci sono dei momenti in cui è necessario alzarsi e in tutti i nostri 172 cm x 2, urlare al mondo ciò che pensiamo“, hanno scritto di recente su Instagram. “Quando dal carcere mi hanno portato a Roma, ammanettata, sempre… la mattina io non risultavo e mi hanno lasciato lì tutta la notte. E il medico m’ha detto ‘va beh ma portiamola in ospedale, questa muore’“, racconta nell’intervista al conduttore Gabriele Parpiglia. “In carcere han provato in tutti in modo per farci suicidare“, aggiunge prima di fare il gesto dell’ombrello. Dalla parte di madre e figlia diversi ammiratori, che continuano a seguirle sui social. “Nella vita si può sbagliare. Loro hanno sbagliato e pagato anche troppo. Sono due donne meravigliose, dopo tutto quello che hanno passato sono ancora qui a sorridere e a farci sorridere“, scrive in particolare una fan, sottolineando di ammirare il loro coraggio. Clicca qui per guardare il video di Wanna Marchi e leggere i commenti.

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