WhatsApp non funziona su alcuni telefoni/ Da Telegram a Signal, ecco le alternative

- Alessandro Nidi

WhatsApp fuori uso su alcuni telefoni dal 1° gennaio 2020. Sorte analoga, a febbraio, per i sistemi iOS 8 e Android 2.3.7. Ecco le principali alternative

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Immagine di repertorio

Il gran (temuto) giorno è arrivato: martedì 31 dicembre è l’ultimo giorno utile per poter utilizzare WhatsApp sul proprio smartphone. O almeno, su alcuni smartphone. Infatti, come annunciato nei mesi passati, dal 1° gennaio 2020 l’app di messaggistica non funzionerà più sui dispositivi targati Windows, ormai ampiamente fuori mercato, dal momento che attraverso quei palmari non è neppure più possibile effettuare download dallo store ufficiale, né ricevere aggiornamenti. Sorte analoga toccherà, fra poche settimane, agli utenti iOS e Android dotati di telefoni… obsoleti. A partire dal 1° febbraio 2020 WhatsApp non sarà fruibile sui sistemi operativi iOS 8, lanciato sul mercato nel lontano (ma non troppo, in verità) 2014 unitamente all’iPhone 6, e sulla versione 2.3.7 di Android. In passato, tale restrizione aveva già mietuto una vittima illustre, capace in passato di monopolizzare le vendite nel settore telefonia mobile e rapidamente cestinato dall’evolversi della tecnologia: il BlackBerry. In ogni caso, se anche voi rientrate nel novero di coloro che possiedono telefonini “vetusti”, niente paura: le alternative a WhatsApp non mancano.

WHATSAPP FUORI USO SU ALCUNI TELEFONI: ECCO TELEGRAM, VIBER E NON SOLO

Se il vostro smartphone rientra fra quelli toccati dal provvedimento di WhatsApp, niente paura: non è ancora giunto il momento di rottamare il vostro dispositivo. Le alternative a livello di messaggistica, infatti, non mancano. La più celebre, ad esempio, è Telegram, sviluppata dai fratelli Russi Pavel e Nikolai Durov, attenta alla privacy e con 200 milioni di utenti mensili. Dallo stile semplice e intuitivo è anche Viber (un miliardo di utenti), le cui funzioni rispecchiano molto da vicino quelle proposte da WhatsApp: si va dalle chat, anche di gruppo, alle chiamate vocali e video. Alle sue spalle c’è il colosso giapponese Rakuten, che opera nel settore media. Meno famosa, invece, Signal, simile a Telegram. Si tratta di un’app molto sicura, poiché non conserva dati sui server e non detiene un registro utenti. Ci sono poi la blasonata Messenger, altro figlio della famiglia Facebook, che consente anche di giocare con i propri contatti, e la famosa Snapchat, la cui crescita e popolarità hanno però tradito le attese. Infine, menzioniamo Hangouts, l’app ufficiale di Google per Android. Il suo punto di forza consiste nella possibilità di creare conversazioni di gruppo decisamente estese.



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