WORLD PASTA DAY/ La pasta fa ingrassare, è digeribile? Le bugie da smascherare

- Emanuela Giacca

Il 23 ottobre è la giornata internazionale della pasta. “Fa ingrassare”, “meglio in bianco” e altri miti da sfatare secondo gli esperti di Sodexo

pasta pixabay 2020 640x300

Il 25 ottobre si celebra il World Pasta Day. Sodexo, società leader nei servizi per la qualità della vita, sfata alcuni dei miti intorno a uno degli alimenti più amati in tutto il mondo. Tre gli stereotipi principali messi in discussione dalla “Food Intelligence”, il gruppo di ricerca nato in seno a Sodexo nel 2015 e dedito allo studio di menu e ricette per aziende, scuole, sanità e anziani: tutti segmenti seguiti dalla società. Che ogni anno per i suoi servizi acquista (in media) ben 2 milioni e mezzo di tonnellate di pasta.

Ecco i falsi miti da sfatare sulla pasta

“Fa ingrassare”, ecco il primo falso mito sulla pasta. Non vale l’equazione pasta = carboidrati = fa ingrassare. I cereali infatti sono tanti e di tanti tipi e la loro funzione, vitale, è dare energia al nostro corpo e al nostro cervello (il cui funzionamento è strettamente connesso al glucosio). A meno di indicazioni mediche precise, quindi, il carboidrato è un carburante importantissimo per la mente, specialmente nella fase di sviluppo, negli sportivi e negli anziani. Le quantità ideali? 50-70 grammi per i bambini, 80 per adulti e anziani, 100 per i ragazzi. Il secondo mito da sfatare riguarda i condimenti. Tutt’altro che salutare, salvo, anche in questo caso, indicazioni mediche particolari, la pasta priva di condimento, comunemente ritenuta più leggera. In assenza di condimento nell’organismo si genera un picco glicemico maggiore, con una messa in circolo di zuccheri che scatena l’appetito non appena termina la digestione. Ideali, per massimizzare i benefici della pasta, fibre e proteine: verdure, un sugo di carne o pesce, o ancora legumi, che rallentano la digestione degli zuccheri e contribuiscono a un senso di sazietà più durevole, liberando gradualmente le energie di cui abbiamo bisogno.

Tant’è vero che le quantità consigliate di pasta restano le stesse per i diabetici, a patto di essere associate a un condimento ricco di fibre e proteine. La pasta integrale? Contiene più fibre, un effetto che si può comunque ottenere associando la pasta classica a un condimento a base di verdure. “La pasta a pranzo crea sonnolenza”: una convinzione che porta chi fa un lavoro sedentario a evitare il consumo di pasta a pranzo. Al contrario di quanto tendiamo a credere, invece, la pasta è facilmente digeribile e aiuta, come abbiamo spiegato, il funzionamento del cervello, quindi è un’ottima soluzione anche per il lunch break in ufficio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA