Zaia: “Per vaccinare non serve una laurea”/ “Con Katia Ricciarelli tutto a posto”

- Davide Giancristofaro Alberti

Luca Zaia, governatore della regione Veneto, in collegamento stamane con il programma di Rai Uno, Storie Italiane, aggiornata la situazione vaccinazione

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Luca Zaia (Storie Italiane)

Torna ospite di Rai Uno, il governatore della regione Veneto, Luca Zaia. Dopo essere stato in collegamento ieri con Domenica In, stamane ha parlato con Eleonora Daniele e Storie Italiane: “Ieri sono stato con un’altra veneta – ha esordito in diretta tv – da Mara Venier. Tutto a posto comunque la Ricciarelli, ha posto una questione legittima dei cittadini, sapere quando ci si potrà vaccinare e la certezza la si può dare quando si ha la certezza delle forniture. Fino a fine aprile arriveranno 150mila dosi a settimana. In questa fase stiamo facendo ultra ottentenni, disabili, fragili, circa 450mila persone. La nostra macchina funziona, facciamo 35mila dosi al giorno e siamo quelli che stanno vaccinando di più, ma dobbiamo ampliare la forza lavoro, potremmo fare circa 75mila dosi al giorno, in un paio di giorni faremmo la fornitura di una settimana e in un paio di mesi potremmo vaccinare tutti i veneti”.

LUCA ZAIA: “GRAZIE AL VACCINO SPARITI ALCUNI CLUSTER”

“Io sono per diffondere messaggi che siano positivi – ha proseguito Luca Zaia – ad esempio il vaccino funziona, abbiamo vaccinato tutti i 30mila ospiti delle Rsa e quel target è scomparso dagli infetti, così come i nostri medici. A dicembre con la seconda ondata abbiamo avuto un sacco di problemi con i cluster ospedalieri, oggi sono spariti”. Il governatore ha aggiunto: “Chi deve fare i vaccini? Polemiche inutili, non ci vuole una laurea per fare un’iniezione e lo confermo. Non dobbiamo tornare a quanto accadeva anni fa quando si andava dalla vicina di casa a fare l’iniezione ma è pur vero che la dose deve essere somministrata a tutti coloro che siano in grado di farla. La figura del medico è fondamentale ma lo è nella fase di anamnesi, in quella di vigilanza e di osservazione, ma dopo di che dobbiamo avere un esercito schierato. Noi abbiamo 1.300 persone schierate in Veneto”. D’accordo il dottor Broccolo, in collegamento: “Basta che vi sia un medico nelle vicinanze, se no non ne usciamo”. Sulla variante inglese: “L’abbiamo selezionata alle 23:59 del 24 dicembre, ci hanno detto che eravamo esagerati e la verità è che entrata di peso in Italia, oggi abbiamo l’86% in Veneto”. Sulle categorie vaccinate: “Gli under 30 che sono stati vaccinati sono quelli che lavorano gli ospedali, nelle scuole, nelle forze armate. I giardinieri degli ospedali vaccinati? Siamo nel paese del politically correct, noi abbiamo dato precedenza ad alcune categorie e si è scatenato il caos perchè ci hanno detto che tutti avevano diritto ad avere il vaccino”. Infine sulle scuole: “Domani riapriamo le scuole con le superiori in Dad al 50%. Io dovevo già essere vaccinato ma ho dato precedenza, vorrei essere vaccinato per ultimo dopo tutti i veneti”.



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