Zdenek Zeman contro Pallotta: “Roma di nessuno”/ “Sarri? Alla Juventus vincono tutti”

- Silvana Palazzo

Zdenek Zeman contro James Pallotta: “Dopo l’addio di Totti la Roma è di nessuno”. E su Maurizio Sarri: “Alla Juventus vincono tutti e poi non è quello di Napoli”

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Zdenek Zeman (Foto: LaPresse)

Zdenek Zeman esamina il calcio italiano dopo sette partite di Serie A e due europee e conferma che sta cambiando, ma senza portare innovazioni. È diventato più fisico e aggressivo, ma meno tecnico. La sua analisi per Il Messaggero non può non partire dalla capolista, la Juventus, e quindi da Maurizio Sarri. «È bravo. Anche se poi alla Juve hanno vinto tutti. Si è adattato ai giocatori. A me piace. Non è però più quello di Napoli». Inter e Napoli sono le squadre che possono impedire ai bianconeri di vincere il nono scudetto di fila, con i nerazzurri al momento più avanti, per merito soprattutto del loro allenatore, Antonio Conte. «Se la gioca sul fisico, ha una buona squadra e vuole che i giocatori si comportino come era lui in campo. Un cagnaccio. Lo apprezzo. É tra i pochi che riesce a guidare un gruppo. Gli altri, invece, sono gestori». Per quanto riguarda Simone Inzaghi, Zeman non farebbe mai a meno di Ciro Immobile. «Io, se lui non zoppica, non lo levo mai. È sempre lo stesso: generoso, lottatore e con i tempi giusti. E fa gol». Ma la Lazio non riesce a decollare perché è discontinua: non sempre gioca buon calcio. Ma se la Roma ha più qualità, la Lazio è più collaudata, quindi tra le due è la favorita per il quarto posto secondo il boemo.

ZDENEK ZEMAN CONTRO PALLOTTA: “ROMA DI NESSUNO”

Nell’analisi di Zdenek Zeman non manca un riferimento ai tanti infortuni in casa Roma, imputabili alla preparazione estiva. «Servono quaranta giorni per mettere la base, distribuiti tra lavoro muscolare e organico. Ora si mischia tutto. E lo stress fisico, prima o poi, lo paghi», dice a Il Messaggero. A proposito di Roma, si dice convinto che Francesco Totti e Daniele De Rossi torneranno in giallorosso, ma non subito. «A Francesco auguro di trovare un ruolo in cui riesca a divertirsi e dare il suo contributo. Non lo vedo allenatore. Daniele, invece, sì. Ha voglia di farlo». E alla proprietà giallorossa non risparmia critiche. «Oggi è la Roma di nessuno: il presidente non si sa dove sia. Chi la rappresenta?». A distanza di anni, infatti, James Pallotta non è riuscito ancora a conquistare i tifosi giallorossi. «Ha ceduto i giocatori con cui avrebbe vinto lo scudetto. E facile, con quei campioni». Zdenek Zeman critica anche mister Fonseca: «Non ho visto il calcio offensivo e aggressivo. Parlare è un conto, poi mettere in pratica sempre un altro. E l’Ucraina, come campionato, non è l’Italia. Lui sta cambiando tanto, anche il sistema di gioco. Quando lo ha fatto Di Francesco, alla fine ha perso il posto».

ZDENEK ZEMAN, GLI ESONERI DI GIAMPAOLO E DI FRANCESCO

Passando all’altra squadra di Roma, Zdenek Zeman spiega perché il presidente della Lazio è criticato dai suoi tifosi. «Ha poca ambizione, come del resto la tifoseria. Si accontentano. La Lazio, però, è Lotito». A Il Messaggero però il boemo parla anche degli esoneri di Giampaolo e Di Francesco, che non ritiene giusti. «Le società li scelgono, ma poi non gli danno il tempo di lavorare». La situazione però per i blucerchiati è più preoccupante. «Ma Eusebio se avesse saputo che questa era la situazione non sarebbe andato. Gli hanno ceduto i migliori e ancora oggi non si sa di chi è la società». Un altro giocatore a cui è legato, oltre a Ciro Immobile, è Lorenzo Insigne. «Rimane calciatore importante. Napoli è più difficile fuori e in campo ne risenti. Se gioca nel suo ruolo, è sempre tra i migliori». Intanto l’Italia si prepara ad affrontare la Grecia e può qualificarsi per Euro 2020 con tre turni di anticipo. Zeman a tal proposito si complimenta con il ct Roberto Mancini per il lavoro che sta svolgendo: «Bravo a dar spazio ai giovani, anche se qualche convocazione stona». Ma d’altra parte Zeman è consapevole che è quasi impossibile fare diversamente. «La Juve ha un titolare, l’Inter un paio. Deve quindi scendere di livello in campionato, chiamando gente con meno esperienza. I grandi club schierano quasi esclusivamente gli stranieri».

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