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SCUOLA/ Bottani: le prove Invalsi non possono sostituire le scelte della politica

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La valutazione del sistema scolastico non è il letto di Procuste - Nella mitologia greca classica Procuste è il soprannome di un brigante che aggrediva sulla via sacra che conduceva a Atene i viandanti, e li straziava battendoli con un martello su di un’incudine a forma di letto scavata nella roccia. Stirava le sue vittime a forza se erano troppo corte o le amputava se, essendo troppo lunghe, sporgevano dal letto.
 Con la locuzione “letto di Procuste” si indica il tentativo di ridurre le persone a un solo modello, a un solo modo di pensare e di agire. Pensare tutti allo stesso modo, agire alla stessa maniera, imporre un modo unico di pensare . Il mito di Procuste potrebbe essere applicato alla valutazione: Procuste sarebbe una metafora dello Stato. Ma questa visione è profondamente errata.
La valutazione del sistema scolastico non ha nulla a che fare con questo mito. In nessuna parte del mondo i sistemi scolastici sono stati modellati secondo uno schema uniforme servendosi della valutazione, nonostante i timori, le critiche, le denunce che si levano ogniqualvolta si imposta una valutazione su vasta scala dei sistemi scolastici. Ci sono stati e sussistono ancora sistemi scolastici talmente strutturati e potenti che funzionano come un letto di Procuste: per esempio il sistema scolastico ginevrino fino agli anni cinquanta, oppure il sistema scolastico cubano odierno, o il sistema scolastico sovietico e della Repubblica Popolare di Germania prima della caduta del muro di Berlino.
Moltissimi di questi sistemi non sono sopravvissuti. È infatti quasi impossibile unificare le pratiche didattiche ed educative di migliaia di presidi e insegnanti. Ma si può farlo con un apparato amministrativo poliziesco, pervasivo, pignolo, grottesco. In ogni modo la valutazione non è mai stata lo strumento principale per condurre queste politiche. Le ispezioni, lo spionaggio sistematico, la delazione, i premi più o meno legittimi, le ricompense in natura come la possibilità di svolgere carriere nei partiti al potere o di accedere a posti comando sono stati gli strumenti principali di queste politiche.
Nemmeno il centralismo scolastico ha permesso di realizzare il sogno di un sistema scolastico che funzionasse a bacchetta, uguale ovunque. Il caso più eloquente in merito è quello francese, dove vige da un secolo e più un sistema scolastico centralizzato (ma occorre anche riconoscere che dal 1981 in poi si sono fatti passi avanti, ancorché non da gigante, per decentralizzarlo) e dove nonostante tutto ci sono molti insegnanti ribelli, che fanno di testa propria, che disobbediscono agli ordini di scuderia, degli ispettori o del ministero.



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COMMENTI
17/05/2011 - Guardare altrove insegna sempre (Gaetano Nascimbeni)

Grazie a Norberto Bottani per quest'approfondita riflessione. PS. Perchè Maranzana non legge gli articoli prima di commentarli?

 
17/05/2011 - Governare .. non uniformarsi (enrico maranzana)

“Ogni valutazione, di qualsiasi tipo, è un esercizio delicato e complesso”: è vero. E' opportuno però ricordare che la valutazione prende avvio dall’analisi e dalla ponderazione degli scostamenti obiettivi..risultati. Lo scritto muove in altra direzione; se avesse sviluppato l'affermazione di chiusura “Le valutazioni su larga scala sono anche operazioni tecniche-scientifiche molto complesse che esigono una grande competenza professionale e molta abilità organizzativa” avrebbe focalizzate le regole fondanti il sistema educativo, di formazione e istruzione invece di proporre esperienze internazionali. Si veda in rete “Prove Invalsi: un’occasione per ristrutturare la scuola”.