BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCUOLA/ Bottani: le prove Invalsi non possono sostituire le scelte della politica

Al termine delle prive Invalsi, NORBERTO BOTTANI interviene sulle questioni aperte più importanti. Che cosa dobbiamo realisticamente attenderci dalle valutazioni standardizzate?

Foto: Fotolia Foto: Fotolia

La valutazione del sistema scolastico non è il letto di Procuste - Nella mitologia greca classica Procuste è il soprannome di un brigante che aggrediva sulla via sacra che conduceva a Atene i viandanti, e li straziava battendoli con un martello su di un’incudine a forma di letto scavata nella roccia. Stirava le sue vittime a forza se erano troppo corte o le amputava se, essendo troppo lunghe, sporgevano dal letto.
 Con la locuzione “letto di Procuste” si indica il tentativo di ridurre le persone a un solo modello, a un solo modo di pensare e di agire. Pensare tutti allo stesso modo, agire alla stessa maniera, imporre un modo unico di pensare . Il mito di Procuste potrebbe essere applicato alla valutazione: Procuste sarebbe una metafora dello Stato. Ma questa visione è profondamente errata.
La valutazione del sistema scolastico non ha nulla a che fare con questo mito. In nessuna parte del mondo i sistemi scolastici sono stati modellati secondo uno schema uniforme servendosi della valutazione, nonostante i timori, le critiche, le denunce che si levano ogniqualvolta si imposta una valutazione su vasta scala dei sistemi scolastici. Ci sono stati e sussistono ancora sistemi scolastici talmente strutturati e potenti che funzionano come un letto di Procuste: per esempio il sistema scolastico ginevrino fino agli anni cinquanta, oppure il sistema scolastico cubano odierno, o il sistema scolastico sovietico e della Repubblica Popolare di Germania prima della caduta del muro di Berlino.
Moltissimi di questi sistemi non sono sopravvissuti. È infatti quasi impossibile unificare le pratiche didattiche ed educative di migliaia di presidi e insegnanti. Ma si può farlo con un apparato amministrativo poliziesco, pervasivo, pignolo, grottesco. In ogni modo la valutazione non è mai stata lo strumento principale per condurre queste politiche. Le ispezioni, lo spionaggio sistematico, la delazione, i premi più o meno legittimi, le ricompense in natura come la possibilità di svolgere carriere nei partiti al potere o di accedere a posti comando sono stati gli strumenti principali di queste politiche.
Nemmeno il centralismo scolastico ha permesso di realizzare il sogno di un sistema scolastico che funzionasse a bacchetta, uguale ovunque. Il caso più eloquente in merito è quello francese, dove vige da un secolo e più un sistema scolastico centralizzato (ma occorre anche riconoscere che dal 1981 in poi si sono fatti passi avanti, ancorché non da gigante, per decentralizzarlo) e dove nonostante tutto ci sono molti insegnanti ribelli, che fanno di testa propria, che disobbediscono agli ordini di scuderia, degli ispettori o del ministero.


COMMENTI
17/05/2011 - Guardare altrove insegna sempre (Gaetano Nascimbeni)

Grazie a Norberto Bottani per quest'approfondita riflessione. PS. Perchè Maranzana non legge gli articoli prima di commentarli?

 
17/05/2011 - Governare .. non uniformarsi (enrico maranzana)

“Ogni valutazione, di qualsiasi tipo, è un esercizio delicato e complesso”: è vero. E' opportuno però ricordare che la valutazione prende avvio dall’analisi e dalla ponderazione degli scostamenti obiettivi..risultati. Lo scritto muove in altra direzione; se avesse sviluppato l'affermazione di chiusura “Le valutazioni su larga scala sono anche operazioni tecniche-scientifiche molto complesse che esigono una grande competenza professionale e molta abilità organizzativa” avrebbe focalizzate le regole fondanti il sistema educativo, di formazione e istruzione invece di proporre esperienze internazionali. Si veda in rete “Prove Invalsi: un’occasione per ristrutturare la scuola”.