BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NIGERIA/ Card. Onaiyekan: chiedo l'amnistia per chi fa strage di cristiani

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

John Olorunfemi Onaiyekan (InfoPhoto)  John Olorunfemi Onaiyekan (InfoPhoto)

Durante l’omelia di Pasqua il cardinale nigeriano John Olorunfemi Onaiyekan si è detto favorevole al perdono e all’amnistia dei terroristi di Boko Haram che hanno ucciso centinaia di cristiani in diversi attentati. “È ovvio che lo Stato deve saper usare con molta cura il proprio potere di perdonare i criminali, altrimenti l’intera struttura della legge e dell’ordine nella società verrebbe seriamente compromessa - le parole del cardinal Onaiyekan -. Ci possono essere considerazioni di carattere politico ma queste non possono travolgere gli imperativi morali. Questo non significa che lo Stato non possa perdonare azioni moralmente malvagie. È stato fatto in altri Paesi che rivendicano un alto livello di cultura democratica”.

 

Cardinal Onaiyekan, davvero ritiene che il perdono possa essere anche un valore politico e non soltanto un dovere religioso?

Da un punto di vista religioso, in quanto cristiani per noi perdonare è l’unica opzione possibile. Ma il mio suggerimento di concedere l’amnistia ai terroristi di Boko Haram si basa sulla considerazione del fatto che una risposta militare non è adatta a risolvere i nostri problemi alla radice. Non sto dicendo che l’utilizzo dei militari per garantire la sicurezza sia inutile, anzi lo ritengo un fatto molto importante e necessario. Ma se ci concentriamo sulla risposta militare non risolveremo i nostri problemi, per questo dobbiamo tentare di fermare l’uccisione della nostra gente in altro modo. E’ già accaduto in altre circostanze che popoli in guerra a un certo punto si siano seduti a un tavolo per trattare.

 

Quindi propone un perdono incondizionato di chi ha ucciso centinaia di cristiani?

No, la mia proposta di un’amnistia è vincolata ad alcune condizioni, e in particolare a quella che i membri di Boko Haram fermino le violenze. Ma non le fermeranno finché sapranno che le autorità sono pronte ad arrestarli e a fucilarli. Nessuno vuole presentarsi spontaneamente di fronte al plotone d’esecuzione. Ma se l’intero Paese è politicamente pronto a compiere un gesto di perdono, anche un terrorista può prendere in considerazione l’ipotesi di smettere di uccidere. Le autorità devono dire ai terroristi: “Quanto avete compiuto è sbagliato. Se vi pentite e vi impegnate a non farlo più, allora non sarete uccisi”.

 

I membri di Boko Haram sono criminali. Ha senso mettersi a discutere con loro?



  PAG. SUCC. >