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UCRAINA / Poroshenko: chiediamo armi pesanti agli Usa

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Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, 49 anni, è in carica dal 7 giugno 2014 e il suo mandato dura cinque anni, è stato intervistato dal “Corriere della Sera” sulla situazione nella zona di guerra al confine orientale con la Russia, gli è stato chiesto, in particolare, se stanno funzionando gli accordi di Minsk. «Francamente iniziamo questa conversazione con la domanda più difficile: perché stiamo parlando del più grande pericolo non solo per l’Ucraina, ma per l’intera Europa. Gli accordi di Minsk sono stati firmati il 12 febbraio tra Ucraina e Russia, con la mediazione decisiva della cancelliera Merkel e del presidente Hollande. Le misure da attuare sono quattro: il cessate il fuoco; il ritiro dell’artiglieria pesante; il rilascio dei prigionieri; l’accesso immediato agli ispettori dell’Osce in ogni area del conflitto per verificare il rispetto dell’intesa. Ebbene, sfortunatamente, non è successo nulla», ha replicato il presidente ucraino. E ha aggiunto: “La Russia sta continuando a mandare truppe, armi e finanziamenti per un miliardo di dollari ai terroristi nel Donbass. Noi siamo pronti al dialogo, il nostro Parlamento sta discutendo una legge speciale per tenere elezioni locali in quelle regioni. Siamo pronti a ricostruire le città e i villaggi distrutti. Siamo pronti a rimettere in piedi il sistema bancario. Ma certo non possiamo farlo fino a quando banditi armati di kalashnikov bloccano i nostri convogli umanitari o rubano i soldi che spediamo e poi li usano per finanziare attentati nelle nostre città, a Kharkiv, Odessa e altrove”. Sulla conversazione tra Obama e Putin in merito alla crisi internazionale, compresa l’Ucraina, dove Putin ha sostenuto di non essere “un aggressore” e di sentirsi pronto a negoziare, il presidente ucraino ha detto che si tratta di segnali positivi: «Sicuramente è una buona cosa che Putin abbia telefonato a Obama. Ma è l’unico segnale positivo che vedo da molti mesi. Putin ha invaso una parte del nostro Paese, su questo non ci sono discussioni. E lo ha fatto dopo aver annesso direttamente la Crimea. Oggi per ordine di Putin sul nostro territorio sono ammassati 200 mila uomini e un arsenale rifornito di carri armati, sistemi sofisticati lancia missili, razzi per la contraerea. Uno di questi ha abbattuto l’aereo civile della Malesia lo scorso anno». Intanto il presidente ha ammesso che stanno chiedendo agli Stati Uniti armi pesanti, letali, ma che fino ad ora non sono state consegnate, per il momento stanno solo negoziando. Ecco cosa hanno ricevuto sino ad ora: “postazioni elettroniche di contro artiglieria, equipaggiamenti per le comunicazioni, un piccolo numero di blindati con mitragliatrici, piccoli droni da ricognizione. Inoltre collaboriamo con l’intelligence americana e abbiamo istruttori statunitensi, britannici e canadesi. So bene che questa guerra non si può vincere sul piano militare. Ma ho il dovere di fare il possibile per difendere il mio Paese dall’aggressione della Russia: una minaccia, ci tengo a ripeterlo, per tutta l’Europa”. Inoltre il presidente ucraino ha detto che è necessario il rafforzamento armato operato dalla Nato negli Stati baltici, in Polonia, in Germania per garantire la sicurezza. L’Ucraina entrerà nella Nato? «Non sono maturi i tempi. Per entrare nella Nato occorre soddisfare diversi requisiti. Stiamo lavorando per riformare a fondo il Paese, dal punto di vista economico, sociale, amministrativo. Sarà un lungo lavoro: ci vorranno almeno 6-7 anni. Quando saremo pronti, convocheremo un referendum per chiedere al popolo ucraino se dovremo entrare o no nell’Alleanza atlantica». Intanto in Europa si pensava che il presidente Poroshenko potesse essere l’uomo giusto per ristabilire un buon rapporto con Putin, invece non ha funzionato: «Non so. Vedo che il governo russo ha un atteggiamento di chiusura su tante cose. Ci ha portato via quasi il 20% della nostra economia, invadendo il Donbass. Ci ricatta con le forniture di energia, altro tema su cui dobbiamo rafforzare la cooperazione con gli europei. Sono decisioni che non dipendono da me. Le ha prese Putin, in modo unilaterale», ha concluso Poroshenko. (Serena Marotta) 



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