Insonnia e adolescenti: “Colpa dello smartphone”/ Luce blu altera ciclo veglia-sonno

Insonnia negli adolescenti: “Colpa dell’abuso di smartphone la sera”: uno studio olandese fa luce sugli effetti deleteri della luce blu e spiega come regolarizzare il ciclo sonno-veglia

Adolescenti e smartphone
Adolescenti e smartphone (LaPresse, 2019)

L’aumento di casi di insonnia tra gli adolescenti è dovuto all’abuso di smartphone e tablet prima di andare a letto: se già da tempo esistevano rilevanze scientifiche che provavano come i nuovi device contribuissero ad alterare il ciclo di sonno-veglia, nell’ultimo periodo sono arrivati due nuovi studi che non solo hanno indagato meglio quali sono le cause di questo fenomeno ma hanno pure individuato delle strategie ad hoc per regolarizzare meglio il riposo durante le ore notturne. Infatti, secondo un team di ricerca del Netherlands Institute of Neuroscience che ha lavorato su un campione di 55 adolescenti passare più di quattro ore al giorno davanti allo schermo del proprio device elettronico, nonché della televisione, aveva come conseguenza quella di farli addormentare mezzora dopo e anche di essere soggetti a dei fastidiosi risvegli notturni. I risultati della ricerca sono stati presentati durante i lavori del convegno della Società Europea di Endocrinologia in corso a Lione (Francia) e mostrano quali siano gli effetti deleteri della luce blu sui giovanissimi in termini di insonnia nei casi di “dipendenza da smartphone”.

GLI EFFETTI DELETERI DELLA LUCE BLU SUL SONNO

Dallo studio sul rapporto tra adolescenti che usano lo smartphone di notte e insonnia è però emerso pure che, in realtà, basterebbe anche una sola settimana di “disintossicazione” da tablet e smartphone per riacquistare un minimo di regolarità nell’importante ciclo di sonno e veglia. La conferma è venuta da un esperimento condotto su 25 dei ragazzi che hanno funto da campione: per quattordici giorni hanno infatti indossato ogni sera un paio di occhiali progettati appositamente per bloccare la luce blu degli schermi e, in alcuni casi, evitando totalmente l’esposizione a qualsiasi device elettronico. Risultato? Il loro sonno si è subito regolarizzato tornando ai livelli tipici di coloro che controllano poco e nulla lo smartphone prima di andare a letto. “Col nostro lavoro abbiamo voluto dimostrare che risolvere i problemi di insonnia e altri disturbi cognitivi e dell’attenzione di questo genere è facile se si intervenire sull’esposizione serale alla luce blu” hanno spiegato alcuni degli scienziati del team olandese, ricordando come questa sovraesposizione comprometta non solo la vista (aumentando i rischi di miopie e cataratte) ma anche la produzione di melatonina da parte del nostro organismo, ovvero l’ormone che dà regolarità al sonno.



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