Rubriche
venerdì 1 luglio 2011
Nel giorno in cui terminava ufficialmente il secondo round di allentamento quantitativo della Fed e in cui Barack Obama chiedeva ai Repubblicani di votare a favore dell’aumento delle tasse per ridurre il deficit, Standard&Poor’s mandava un segnale inequivocabile all’amministrazione Usa: se il 4 agosto prossimo il Paese non sarà in grado di onorare i pagamenti del debito in scadenza, il suo rating AAA verrà decapitato a livello di “selective default”.
John Chambers, direttore esecutivo di S&P’s e capo del comitato sui rating sovrani, ha chiaramente minacciato il rating “D” per i Treasuries a scadenza 4 agosto se il governo fallirà nel suo dovere di pagamento. Anche gli altri titoli Usa subiranno un declassamento, ma non di questa entità, ha confermato poi Chambers. Insomma, un ultimatum di quelli seri, frutto anche del collasso all’inizio di questa settimana delle trattative tra Democratici e Repubblicani sull’annoso tema dell’innalzamento del tetto di debito: il 4 agosto, il Dipartimento del Tesoro sarà chiamato a pagare 30 miliardi di debito a maturazione di breve termine e proprio per evitare la mannaia del rating a fronte dello stallo politico, qualcuno comincia ad avanzare soluzioni d’emergenza come la prioritazione dei pagamenti del debito, una scelta che però Timothy Geithner, segretario al Tesoro, pare aver già scartato perché ritenuta comunque un brutto segnale da mandare ai mercati.
Anche perché, visto che gli Usa prendono a prestito 40 centesimi per ogni dollaro che spendono, una prioritazione dei pagamenti senza un innalzamento del tetto di indebitamento imporrebbe un taglio del 40% di tutte le spese governative. La minaccia di Standard&Poor’s giunge dopo quella avanzata il 2 giugno scorso da Moody’s, anch’essa pronta a declassare il rating Usa in caso di default sul tetto di indebitamento, anche se non a livelli così drammatici, limitandosi a una valutazione di downgrade Aa. Ma a far intravedere una mossa strategica da parte di S&P’s è lo stesso Chambers, secondo cui l’ipotesi di default Usa è estremamente bassa, visto che come successo più di settanta volte dal 1960 a oggi si giungerà a un innalzamento del tetto all’ultimo minuto utile.
Se la Madonna non ci mette le mani, la vedo brutta anche io. Complimenti per l'analisi. Un certo Bernardo Cervellera c'era arrivato già 13 anni fa. La Cina sta giocando sporco e, se continua così, il crollo dell'economia mondiale è alle porte. Per questo motivo fondamentale è il fattore P (Provvidenza).
0.59 Altre squadre SERIE B/ Griglia playoff e playout: accoppiamenti e date
22.50 Roma RIFIUTI/ L’esperto: Corcolle, la scelta peggiore
21.45 Altre squadre DIRETTA/ AlbinoLeffe-Torino live (0-0 p.t.): la partita in temporeale
21.21 Calcio e altri Sport Scherma: Assoluti, infortunio Montano macchia terza giornata
20.51 Cronaca Giornalisti: Tallia nuovo segretario Associazione Stampa Subalpina
20.49 Calcio e altri Sport Equitazione: Piazza di Siena, irlandese Sweetnam vince prova potenza
Tutte le ultim'ora