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CRISTIANI UCCISI/ Abdel Fattah (Fratelli musulmani): la nostra amicizia è più forte dell’odio

Pubblicazione:lunedì 3 gennaio 2011

Egitto, una donna cristiana in lacrime dopo la strage (Ansa) Egitto, una donna cristiana in lacrime dopo la strage (Ansa)

«Davanti a questa strategia di violenze che ha di mira i cristiani, e ha conseguenze su tutta la popolazione, prego per le vittime e i familiari e incoraggio le comunità ecclesiali a perseverare nella fede e nella testimonianza di non violenza che ci viene dal Vangelo». Lo ha detto ieri Benedetto XVI all’Angelus, riferendosi alla strage di cristiani copti nella notte di Capodanno fuori dalla chiesa dei Santi in Alessandria d’Egitto, e costata la vita a 21 persone.

La violenza anticristiana dunque non si placa. Il 31 ottobre scorso a Baghdad un attacco dei qaedisti contro una chiesa siro-cattolica della capitale irachena costò la vita a 67 persone. In quella circostanza Al Qaeda dichiarò che avrebbe di nuovo colpito i cristiani poiché due donne, mogli di ecclesiastici copti e convertite all’islam, erano segregate proprio dai cristiani. L’iniziativa sarebbe stata raccolta da un gruppo estremista, Al Mujahedin, che ieri sera ha rivendicato l’attentato. Già noto ai governi locali per essersi associato nella rivendicazione dell’attentato a Sharm El Sheikh del 2005, potrebbe essere in contatto con la stessa Al Qaeda e altri gruppi radicali operanti nella regione.

Intanto ieri ad Alessandria ci sono stati altri scontri tra cristiani copti e musulmani e la situazione rimane tesa. Sabato il presidente egiziano Mubarak aveva esortato cristiani e musulmani all’unità, mentre i cristiani avevano subito accusato il governo di non proteggerli. «Hanno ragione» dice al sussidiario Abdel Fattah Hasan, docente di lingua italiana ed ex parlamentare dei Fratelli musulmani. «Il sangue di questo delitto ha colpito nel cuore tutti gli egiziani, e i musulmani di fede autentica provano dolore e sdegno» dice Fattah Hasan. Che rivolge gravi accuse al ministro dell’Interno.

 

Abdel Fattah Hasan, qual è ora la situazione nel paese e l’opinione prevalente su quanto è accaduto?

 

«C’è un senso diffuso di sdegno per un delitto così atroce. Il sangue di questo delitto ha colpito nel cuore tutti gli egiziani, musulmani e cristiani. Noi musulmani proviamo un senso di grande tristezza, e siamo partecipi del dolore di tutti i cristiani che hanno perso i loro cari. Estendiamo le nostre condoglianze ai fratelli cristiani dell’Egitto e a quelli di tutto il mondo. Non possiamo che condannare nel modo più assoluto questo atto di violenza».

 

Che cos’hanno detto le autorità religiose islamiche?

 

«Ieri tutte le correnti religiose, sociali, insieme alle associazioni caritatevoli hanno condannato con fermezza questo delitto. Nessun egiziano può accettare questo fiume di sangue. Io stesso ieri ho avuto una conferenza pubblica al Cairo e come musulmano praticante mi sono vestito a lutto. È stata ferita la convivenza pacifica delle nostre fedi, sono stati barbaramente uccisi uomini di fede diversa dalla nostra che reputiamo nostri fratelli e che convivono pacificamente con noi da millenni. Il dramma non deve però esimerci da considerazioni politiche».

 

Che cosa intende dire?

 


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COMMENTI
03/01/2011 - La responsabilità del governo (Angelo Lucio Rossi)

L'ondata omicida di cui i cristiani sono vittima sconcerta gli uomini di buona volontà e quelli che cercano il dialogo. E' vero che la nostra amicizia è più forte dell'odio, ma le responsabilità vanno denunciate. Si sapeva che il pericolo di attentati era alto. La soglia di attenzione doveva essere molto più elevata. Nello stesso tempo concordo sul fatto che vanno chieste le dimissioni del Ministro dell'Interno per la responsabilità, la mancata prevenzione e protezione dei cristiani che sono stati uccisi senza pietà. C'è un odio imspiegabile verso i cristiani. C'è il rischio di assuefazione verso un clima di intolleranza planetaria. Dove sono i nostri intellettuali? Dove sono i difensori dei diritti? Dov'è Obama? Dov'è l'Unione europea? Il silenzio non aiuta. E' forte il dolore e la denuncia per la libertà minacciata. E' forte il richiamo per un occidente smarrito. Il fondamentalismo e il nichilismo stanno spegnendo pian piano la libertà.

 
03/01/2011 - Vincere l'odio (Marco Claudio Di Buono)

C'è il chiaro tentativo di strumentalizzare la rabbia e accendere l'odio tra la gente e le diverse anime di un popolo. La maggioranza dei cristiani e dei musulmani vuole la pace ed il rispetto reciproci. Non lasciamo vincere l'odio, occorrono esempi di dialogo e di riconciliazione tra persone che hanno chiara la loro identità come nel caso del meeting tenutosi pochi mesi fa in Egitto. Le istituzioni internazionali e nazionali devono proteggere i fedeli di tutte le fedi religiose, la libertà religiosa è un fondamento di uno stato democratico.

 
03/01/2011 - Il mistero della violenza (LUISA TAVECCHIA)

Il mistero della violenza generata dal cuore umano è veramente grande. ll Signore ci renda portatori di pace. Come cristiani abbiamo una risorsa in più: non provare altrettanto odio, per continuare a vedere anche in chi fa tanto male dei fratelli che hanno perso la strada, che stanno compiendo un male orribile, ma che disperatamente possono essere salvati.