Esteri
martedì 11 ottobre 2011
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EGITTO, STRAGE DI COPTI. “I morti di domenica al Cairo non sono stati provocati da un conflitto religioso tra cristiani e musulmani, ma tra alcuni manifestanti e l’esercito. Quello in corso nel nostro Paese non è quindi uno scontro di natura religiosa, bensì il frutto della difficile transizione che sta attraversando l’Egitto dopo Mubarak”. Ad affermarlo è Abdel Fattah, esponente di spicco dei Fratelli musulmani e professore di Letteratura italiana all’Università del Cairo. L’ex parlamentare egiziano, intervistato da Ilsussidiario.net sugli scontri nel quartiere di Maspero, spiega che cosa ha portato all’uccisione di 36 persone durante una manifestazione organizzata dai cristiani. Dialogando, e in parte trovandosi idealmente in linea, con l’analisi di padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica che sottolinea: “Quanto avvenuto domenica non lo considero il frutto di un problema tra cristiani e musulmani, bensì tra cristiani e militari. I comuni musulmani non c’entrano nulla con la strage avvenuta al Cairo”.
Professor Fattah, come commenta la strage avvenuta domenica?
Di fronte a quanto è avvenuto dobbiamo essere saggi e soppesare ogni singola parola per evitare di gettare altra benzina sul fuoco che rischia di devastare il nostro Paese. Considero infatti quanto avvenuto domenica innanzitutto come una minaccia contro la mia patria. Ed è la prima volta che l’Egitto si trova di fronte a una minaccia così grave, perché quella varcata domenica è una linea rossa che non si doveva oltrepassare. Islamici e copti in questa fase devono mostrarsi più saggi che mai. Noi Fratelli musulmani stiamo parlando alla nostra gente per calmarla, convincendola che questa difficile fase transitoria passerà e che quindi dobbiamo essere all’altezza delle prove che ci attendono.
Qual è l’origine di questa nuova esplosione dell’odio religioso in Egitto?
Cristiani e musulmani egiziani sono tutti uguali. Quanto avvenuto domenica non è un conflitto religioso tra cristiani e musulmani, ma tra manifestanti ed esercito egiziano. Quanto avvenuto quindi non c’entra nulla con la religione. I cristiani stanno avanzando delle richieste lecite e noi Fratelli musulmani sosteniamo i loro diritti. Riteniamo quindi che i cristiani non siano stati i responsabili diretti di quanto è avvenuto domenica, perché sappiamo che i copti amano la patria esattamente come i musulmani. Anche se purtroppo ci voleva maggiore prudenza per evitare che tra le file dei manifestanti pacifici si infiltrassero dei delinquenti.
Che cosa intende dire?
Alla lettura di questa intervista l'impressione è che il professor Fattah dica esattamente quanto pensa si augurino di sentire dei cristiani occidentali. Voglia il Cielo che mi sbagli di grosso.
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