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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Geninazzi: Usa ed Europa fermino l'Arabia Saudita...

Pubblicazione:giovedì 9 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 9 gennaio 2014, 14.05

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Due fatti, di segno opposto, avvenuti negli ultimi giorni hanno riacceso i riflettori sui conflitti del mondo islamico. Uno riguarderebbe la sorte di padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito nel luglio scorso nella città di Raqqa, per la cui liberazione sarebbero in corso trattative molto delicate tra ribelli siriani e jiahdisti dello “Stato islamico dell’Iraq e del Levante”. L’altro riguarda l’inasprimento dello scontro, in Iraq, fra esercito e al Qaeda per la conquista di città importanti come Fallujah e Ramadi che finora ha causato centinaia di vittime fra civili e combattenti. Con Usa e Iran che, insieme, danno man forte al premier al Maliki nella lotta contro i terroristi islamici. Per il giornalista Luigi Geninazzi, esperto di vicende mediorientali, questi fatti dicono che lo scontro fra le formazioni sunnite, soprattutto quelle più estremiste legate ad al Qaeda, “come l’Isis che pare tenga prigioniero padre Dall’Oglio”, e quelle meno integraliste, come l’Esercito libero siriano, è diretto.

 

Come vanno lette le indiscrezioni su un’imminente liberazione di padre dall’Oglio e i violenti scontri degli ultimi giorni in Iraq tra esercito e al Qaeda?

Questi due fatti ci fanno capire una cosa. Una cosa già nota, che ormai sta diventando drammaticamente evidente.

 

A cosa si riferisce?

Allo scontro in atto fra le formazioni sunnite, soprattutto quelle più estremiste legate ad al Qaeda, come l’Isis che pare tenga prigioniero padre Dall’Oglio e quelle, come l’Esercito libero siriano, che hanno un’impronta più filo occidentale e certamente meno integralista. Queste due anime ormai sono allo scontro.

 

Sono attendibili, secondo lei, le ultime notizie su padre Dall’Oglio?

Bisogna capire innanzitutto da chi esce l’indiscrezione. I famigerati qaedisti dello Stato dell’Iraq hanno liberato Quirico e Piccinini che tenevano in ostaggio e proprio due giorni fa hanno scarcerato un giornalista turco detenuto da due mesi. Tuttavia nelle loro mani ci sono ancora decine di prigionieri. È difficile dire se le trattative per padre Dall’Oglio sono a buon punto. Vorrei aggiungere che lo scontro interno di cui parlo non riguarda più solo la Siria, ma anche il Libano, l’Iraq, un po’ tutto il mondo arabo.

 

Cosa pensa dell’alleanza inedita che si è creata tra Usa e Iran a sostegno del premier iracheno al Maliki nella lotta ad al Qaeda?

Le carte si stanno rimescolando a livello globale. Partirei da un dato di fatto. Premesso che è veramente poco quello che sappiamo di quanto sta accedendo sul terreno in Siria, va rilevato che è in atto una vera e propria guerra civile all’interno dell’islam, fra l’islam sunnita e quello sciita, per dirla in modo molto semplificato. L’avversità è secolare, ma non è mai diventata una guerra aperta.

 

Cos’era prima di oggi?


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