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SIRIA/ Douad: la salvezza sta in Assad, altrimenti vincerà al Qaeda

Il ruolo sbagliato degli Stati Uniti, l'infiltrazione degli estremisti islamici già prima della rivoluzione: SAMAAN DOUAD spiega che cosa ha portato la Sira in un bagno di sangue

Profughi (Infophoto) Profughi (Infophoto)

Era il 6 marzo del 2011 quando nella città di Daraa quindici ragazzini vennero arrestati e torturati per aver disegnato su alcuni muri dei graffiti anti autoritari. Le proteste per quell'episodio portarono di lì a poco la Siria nel buco nero di sangue e violenza in cui si trova tutt'oggi, con 140mila morti e quasi dieci milioni di profughi in tre anni, la peggior catastrofe umanitaria dai tempi del genocidio in Ruanda. Ilsussidiario.net ha chiesto a Samaan Douad, cattolico siriano spesso intervenuto sul tema, di raccontarci questi tre anni di volenze. "La trasformazione da manifestazioni pacifiche alla guerra civile non è stato qualcosa che è accaduto da un giorno all'altro. Da tempo, da anni, si poteva assistere a un clima sempre più intollerante e violento, fomentato dagli estremisti islamici, che ha portato a quello che sappiamo tutti".

Come le prime manifestazioni pacifiche di tre anni fa sono diventate una sanguinaria guerra civile?

Non so quanto quelle manifestazioni fossero pacifiche o fossero già una rivoluzione. Io definirei quello di tre anni fa un momento speciale e spontaneo di diverse persone che chiedevano di avere maggiori libertà e autonomie a livello politico ed economico. Man mano che la gente vedeva quello che accadeva nei paesi vicini come l'Egitto, queste manifestazioni sono diventate sempre più vivaci. Quando poi i Fratelli musulmani hanno vinto in Egitto, hanno pensato di poter fare lo stesso anche in Siria. Ed è così che gli estremisti islamici hanno scippato quel movimento pacifico richiamando combattenti da tutto il mondo. 

Dunque la guerra civile, più che alla resistenza di Assad verso le riforme chieste, è dovuta allo scippo fatto dagli estremisti islamici?

Sono convinto che quanto è successo fosse una cosa programmata da tempo. Il malcontento politico e l'ignoranza che c'è in certe zone rurali, come ad esempio nei villaggi intorno ad Aleppo, hanno creato un terreno fertile per la violenza. Non è nato tutto da un giorno all'altro, era già in programma.

Ci può fare qualche esempio per capire cosa intende?

Nel 2002 uno storico siriano scrisse un articolo sulla periferia di Aleppo in cui prevedeva che un certo tipo di estremismo sarebbe entrato nel paese. Io che lavoravo come guida turistica e ho girato la Siria dal 1994 fino al 2011, ho visto un grande cambiamento nel pensiero nei confronti dei turisti. Ricordo che nel 2009 parlavo con un tale che definiva i turisti italiani degli infedeli. Già preparavano il terreno per questa "primavera" che io definirei piuttosto un autunno.

La Siria prima della guerra civile era nota per la pacifica coesistenza di tante religioni, cosa rimane oggi di questa coesistenza?