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ANTEPRIMA/ Bob Dylan & Mark Knopfler live a Parigi: la notte dei giganti

mercoledì 19 ottobre 2011

24 maggio 1966: Bob Dylan compie 25 anni. Giovanissimo, è - un pelo dietro i Beatles ma parecchio avanti gli Stones - la rock star più acclamata al mondo, ma soprattutto la più influente, suo malgrado. A lui guardano infatti le avanguardie, quelle artistiche e quelle politiche, della società occidentale. E a Parigi, dove Dylan si esibisce quella sera del maggio 1966 ad ascoltarlo c'è una bella fetta di quella avanguardia che esattamente due anni dopo infuocherà i boulevard e le avenue parigine. Quella sera Bob Dylan che da settimane subisce la contestazione dei puristi del folk di sinistra per la sua svolta musicalmente rock e l’abbandono della canzone cosiddetta “politicamente impegnata”, avverte la presenza di quella avanguardia e decide di sfidarla: sa bene che pubblico si troverà davanti, d’altro canto la guerra in Vietnam è già una realtà. Sul palco dietro di lui fa mettere una enorme bandiera americana presa in prestito dalla locale ambasciata dei già odiati yankee. Per Dylan una orgogliosa e sfrontata dichiarazione di appartenenza: “this is american music”, dice spesso in quelle folli serate. Per il pubblico francese un insulto, una provocazione imperialista. Anche questa serata, come le altre di questo tour, e peggio delle altre, finisce fra le bordate di fischi e le contestazioni.

Los Angeles: l’anno adesso è il 1979. Sul palco di un piccolo locale l'ultima novità della scena rock inglese appena passata attraverso il cataclisma punk. Si chiamano Dire Straits e li guida un chitarrista pelle e ossa dal tocco chitarristico formidabile e dalla voce dylaniana. Si chiama Mark Knopfler. Stanno diventando la band di maggior successo al mondo e a vederli quella sera attratto dal battage mediatico c'è anche Bob Dylan che resta così colpito da quel chitarrista/cantante da invitarlo a suonare nel suo prossimo disco. Succederà ancora qualche anno dopo per un altro disco che questa volta Knopfler deve anche produrre. Impegni con i suoi Dire Straits lo chiameranno via per qualche settimana. Quando torna scopre che Dylan ha finito il disco da solo lasciando fuori una canzone straordinaria che i due avevano inciso insieme e che si intitola Blind Willie McTell e che per anni diventerà una leggenda a cui gli appassionati di musica rock daranno la caccia, nella speranza di poterla ascoltare. Knopfler rimane così deluso che le strade dei due non si incontrano più, almeno fino a oggi.  

Quarantacinque anni dopo quella sera del maggio ‘66  a Parigi e circa trent’anni dopo la loro ultima collaborazione incredibilmente e a sorpresa Mark Knopfler e Bob Dylan si ritrovano insieme per un tour in coppia che girerà l’Europa. L’idea, pare, è stata di Dylan. I biglietti delle poche date vanno a ruba in pochi minuti: è una esclusiva europea, il pubblico arriva anche dagli Stati Uniti per assistere all’evento.




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COMMENTI
19/10/2011 - Thanks! (Dario Morandotti)

Bel resoconto, grazie. Leggendo l'articolo sembra di essere a Parigi in prima fila!