13enne condannato a 10 anni per blasfemia/ Direttore di Auschwitz: “Imprigionate me”

- Silvana Palazzo

Nigeria, 13enne condannato a 10 anni di carcere per blasfemia. Interviene direttore di Auschwitz con una lettera: “Imprigionate me e altri volontari”

Militari in Nigeria
Nigeria, immagini d'archivio (LaPresse, 2018)

Un ragazzo di 13 anni è stato condannato in Nigeria a 10 anni di carcere per blasfemia. Omar Farouq ha la colpa di aver bestemmiato davanti ad un amico. La notizia di questa barbarie giuridica è arrivata fino in Europa, infatti Piotr Cywinski, direttore del memoriale del campo di concentramento Auschwitz, si è offerto di scontare la pena al posto del ragazzo. Ha preso carta e penna e ha scritto una penna rivolta al presidente della Nigeria. La giovane età non è una giustificazione per la Sharia, la legge islamica che viene applicata in maniera radicale. Se si offende Dio con una bestemmia, l’età non conta, non se vivi appunto in un paese dove vige la Sharia: quando viene raggiunta la pubertà si è pienamente imputabili. Lo ha imparato a sue spese Omar Farouq, 13enne che vive a Kano, nel nordovest della Nigeria. Il suo caso, come riportato da Tgcom24, è stato scoperto dall’avvocato Kola Alappini, che si batte per la promozione della libertà religiosa ed è diventato legale del ragazzo. Oltre a rappresentarlo legalmente, l’avvocato ha diffuso la notizia.

13ENNE CONDANNATO PER BLASFEMIA, INTERVIENE DIRETTORE DI AUSCHWITZ

La storia di Omar Farouq ha scosso Piotr Cywinski, direttore del memoriale del campo di concentramento di Auschwitz. Nella lettera che ha inviato al presidente nigeriano ha definito in termini netti la sentenza “scandalosa per l’umanità”. Lo storico, di origini polacche, si è rivolto direttamente al presidente Muhammadu Buhari per chiedere la grazia per il 13enne condannato a 10 anni di carcere per blasfemia. In alternativa, “se le parole di questo ragazzo richiedono necessariamente 120 mesi di prigione”, suggerisce “di far scontare la pena a 120 volontari raccolti da me, incluso io stesso”. Ognuno di questi volontari, come ricostruito da Tgcom24, sconterà un mese in un carcere nigeriano. Questo intervento ufficiale sta facendo vacillare il governo della Nigeria, secondo quanto riferito dall’avvocato del 13enne. Per capire se questo gesto sarà sufficiente a far ottenere la libertà al ragazzino bisognerà aspettare qualche settimana.

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