27 ORE CHIUSA IN ASCENSORE/ Padovana sopravvive bevendo vino “andavo in cantina e…”

- Dario D'Angelo

Padova, una donna è rimasta chiusa in ascensore per 27 ore: se è viva lo deve alle bottiglie di vino che voleva portare in cantina.

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Resta chiusa in ascensore per 27 ore e si salva bevendo vino: è l’incredibile, ma reale, storia verificatasi ad una donna di 50 anni residente in una casa singola in via San Prosdocimo, nel centro di Padova. Come ricostruito da “Il Corriere del Veneto” erano le 9:30 di ieri, venerdì 28 giugno, quando la donna ha accolto la signora delle pulizie e dopo aver staccato l’allarme interno alla palazzina si è diretta in ascensore con l’intento di lasciare in cantina una cassetta di vino e altre cose. Qui però si verifica l’inghippo: l’ascensore si blocca ed essendo parecchio datato non dispone neanche di un pulsante d’emergenza. Non resta che urlare, provare a farsi sentire dalla donna delle pulizie. Questa, però, forse a causa della musica sparata nelle cuffiette, non sente le urla disperate della titolare, che nel frattempo ha anche tentato – senza successo – di forzare le porte dell’ascensore per far scattare l’allarme. Già, era stata proprio lei a staccarlo…

RESTA CHIUSA IN ASCENSORE PER 27 ORE

In questa vicenda gioca un ruolo fondamentale il vino. La donna comprende che quelle bottiglie possono essere la sua ancora di sopravvivenza. Per questo, a piccoli sorsi, senza esagerare, beve dalla bottiglia e resta idratata nonostante il caldo record. L’equilibrio da mantenere è sottile, tra la volontà di sostentarsi e la necessità di non perdere lucidità. Nel frattempo la signora delle pulizie lascia l’abitazione, ignara del dramma vissuto dalla donna all’interno di quell’ascensore d’epoca trasformatosi in una trappola. Fortuna vuole che la signora abbia una figlia che dopo diverse ore senza sentire la mamma si preoccupi della situazione e vada a controllare di persona se tutto procede per il meglio o meno. La donna è ancora lì all’interno dell’ascensore che urla disperata: ma stavolta c’è qualcuno a sentirla. L’intervento dei vigili del fuoco è risolutivo: 27 ore dopo (siamo al giorno dopo) la donna è libera e non ha neanche bisogno di andare in ospedale, per riprendersi le basta bere molta acqua e fare una doccia. Se è viva deve ringraziare quel vino e la sua capacità di reggerlo…



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