80 ANNI RENATO POZZETTO/ Il nonsense da riscoprire con Io tigro, tu tigri, egli tigra

- Bruno Zampetti

Domani Renato Pozzetto festeggerà 80 anni. È l’occasione giusta per rivedere un episodio del film Io tigro, tu tigri, egli tigra

pozzetto tigro
Una scena del film

Domani Renato Pozzetto festeggerà 80 anni in quel di Laveno-Mombello, dove ha deciso di recarsi una volta terminato il lockdown trascorso a Milano, la città che la sua famiglia dovette invece abbandonare durante la Seconda guerra mondiale, come pure quella di Aurelio Cochi Ponzoni. I due, ancora bambini, si conobbero a Gemonio, a pochi chilometri da Laveno, e la loro amicizia diede vita a un duo che, interagendo anche con altri mostri sacri della canzone e della comicità meneghina, ha scritto pagine importanti del cabaret e della tv italiana.

È anche per questo motivo che ritengo sia utile, alla vigilia del compleanno di Pozzetto, parlare dell’episodio del film Io tigro, tu tigri, egli tigra (1978) che ha diretto e interpretato (gli altri due, con protagonisti Paolo Villaggio ed Enrico Montesano, hanno invece come regista Giorgio Capitani). L’attore ha probabilmente non a caso scelto proprio Laveno e i suoi dintorni per girarlo e accanto a lui recita anche l’amico Cochi, in una delle rare pellicole che li vede assieme.

Elia (Renato Pozzetto), che per lavoro trasporta diverse merci con il suo motocarro, un giorno porta del letame alla villa di Caminito (Cochi Ponzoni), marito di una ricca industriale, proprio quando, nel mezzo di un importante pranzo, la moglie licenzia la servitù. L’uomo decide quindi di salvare la situazione chiedendo al trasportatore appena arrivato di servire a tavola e, oltre a farlo assumere, gli propone di aiutarlo a eliminare sua moglie così da potersi godere insieme l’eredità.

La trama non è certo il punto forte dell’episodio in questione, che risiede invece nelle scene e gag nonsense che sembrano in certi punti superare i livelli visti, per esempio, nella mitica scena del cinema a luci rosse di Un lupo mannaro americano a Londra diretto da quel genio, mai abbastanza riconosciuto, che risponde al nome di John Landis. Pozzetto sembra naturalmente nato per questo tipo di comicità in grado di contraddistinguerlo da qualunque altro attore nel nostro Paese, ma oggi la gran parte del pubblico che pure apprezza i suoi film sembra essersene dimenticata. Eppure nelle sue pellicole più amate ve n’è sempre una traccia, a volte solo una goccia.

Questo episodio di Io tigro, tu tigri, egli tigra merita di essere visto anche per ricordarsi degli altri artisti che hanno rappresentato dei riferimenti importanti negli esordi di Renato Pozzetto, oltre che di Cochi Ponzoni. Le musiche sono infatti firmate da Vincenzo Jannnacci, nel cast vi sono attori che hanno diviso con Cochi e Renato il palco del Derby, come Massimo Boldi, Felice Andreasi, Ernst Thole e Giorgio Porcaro (nel cui personaggio si potrà riconoscere quella parlata che ha reso celebre Diego Abatantuono, altro comico legato a quello che è stato il tempio del cabaret milanese prima dello Zelig). Nel film ha anche una particina Vittorio Brambilla, pilota che ha corso in Formula 1 negli anni ’70.

Poco più di 40 minuti di visione per farsi un regalo poco prima che Pozzetto spenga 80 candeline. Tanti auguri Renato!



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