Adriana Esposito, mamma di Stefania Formicola/ “Figli delle madri vittime di femminicidio sono fantasmi”

- Davide Giancristofaro Alberti

Adriana Esposito, mamma di Stefania Formicola: è stata ospite stamane negli studi di Uno Mattina per raccontare la storia della figlia, vittima di femminicidio

ADRIANA esposito stefani formicola rai 2023 640x300 Adriana Esposito a Uno Mattina

Adriana Esposito, mamma di Stefania Formicola, a sua volta madre di due bimbi piccoli, è stata ospite stamane negli studi di Uno Mattina. Ha raccontato il dramma vissuto, la morte della figlia, assassinata dal compagno, e la necessità quindi di prendersi cura dei suoi due nipoti molto piccoli. “Il primo aveva 4 anni e il secondo aveva 19 mesi. E’ stata molto dura, dovevo mascherare il mio dolore perchè non potevo permettermi di piangere, non tanto per il piccolo ma per il grande, ho dovuto lavorare molto chiedendo aiuto ad amiche, parenti, l’altra mia figlia, la mia primogenita che ci è stata molto vicina e anche lei ha dovuto mascherare il suo dolore per evitare che il èpiù grande non cadesse in un baratro come accade per tutti quelli che perdono la mamma dalla mattina alla sera”.

Adriana Esposito ha quindi proseguito nel suo racconto: “Perchè non aveva mai denunciato? La paura che le venissero tolti i figli, ma questa paura le donne non devono averle a meno di casi clamorosi. La denuncia non è sinonimo di perdere i figli, quando denunci si salvano i bimbi, non dobbiamo mai stancarci di dire di denunciare, dobbiamo fare capire che la denuncia è una salvezza, in primis quella dei figli. Lei pensava che non le sarebbe mai potuto capitare una cosa del genere e invece può capitare a tutti”.

ADRIANA ESPOSITO, MAMMA STEFANI FORMICOLA: “CI HANNO AIUTATO MA…”

La mamma di Stefania Formicola, ricordiamo vittima di femminicidio, ha poi concluso parlando degli aiuti ricevuti nel prendersi cura dei suoi nipoti: “Gli orfani dei femminicidi sono sempre stati bimbi fantasmi, è la realtà del dopo omicidio, sono le vere vittime. Non c’erano tanti aiuti ma delle associazioni e poi abbiamo avuto amici da amici, assistenti sociali da altre associazioni che ci sono state vicini. Abbiamo ricevuto la beneficenza ma prima o poi finisce ma dal 2019 in poi la regione Campania ci ha aiutato grazie a dei fondi e dei contributi”.





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