Agostino Miozzo (Cts)/ “Natale? Scuola la vera emergenza: dobbiamo riaprirla”

- Carmine Massimo Balsamo

Il coordinatore del Cts Agostino Miozzo al Corriere della Sera: “La scuola è comunque un ambiente protetto, controllato”

agostino miozzo
Agostino Miozzo (SkyTg24)

Le nuove misure sembra che stiano dando qualche risultato, ma serve ancora del tempo per leggere i dati al completo: così Agostino Miozzo ai microfoni del Corriere della Sera. Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico è stato interpellato su un tema rovente come il Natale, ma è stato molto netto: l’Italia ha davanti a sé una maratona che non si concluderà il 25 dicembre ma molto più avanti. «Se saremo rigorosi con noi stessi saremo di grande aiuto per eliminare al più presto i limiti alle nostre libertà. C’è però un’emergenza che dobbiamo affrontare subito ed è quella delle scuole», ha evidenziato Miozzo: per la maggior parte dei bambini i vantaggi di rientrare in classe superano il basso rischio di ammalarsi di coronavirus, aggiungendo che le scuole possono intervenire per ridurre ulteriormente i rischi.

AGOSTINO MIOZZO: “DOBBIAMO RIAPRIRE LE SCUOLE”

Nel corso della lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Agostino Miozzo ha tenuto a precisare che la scuola è un ambiente protetto e controllato, dove i ragazzi sono obbligati a rispettare regole comportamentali, senza dimenticare il momento educativo e pedagogico. Il coordinatore del Cts non si è detto contrario alla Dad, ma il punto è un altro: «La chiusura delle scuole senza divieto di spostamento comporta la possibilità reale che i ragazzi nel tempo libero dalla scuola si incontrino nei locali pubblici, nei centri commerciali, nelle case private dove si ritrovano a gruppi senza alcun controllo o mediazione». Miozzo ha ribadito che il Cts ha raccomandato al Governo di prevedere un ritorno alla scuola in presenza il prima possibile: «Adesso abbiamo l’obbligo come comunità scientifica di valutare il rischio potenziale del ritorno di milioni di studenti alla scuola in presenza, e dobbiamo fare l’impossibile affinché questo sia un livello di rischio accettabile»



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