AIDS, 38 MILIONI DI PERSONE CON VIRUS HIV/ Onu, “lontana eradicazione malattia”

- Dario D'Angelo

Aids, le nuove infezioni sono 1,7 milioni. Morti in calo del 33% rispetto al 2010 ma i decessi per il virus Hiv sono ancora 770mila ogni anno.

Test Hiv per l'Aids
Un test Hiv (Web, 2019)

I passi avanti nella lotta contro l’Aids non sono ancora tali da poter pensare di sconfiggere la malattia raggiungendo gli obiettivi di eradicazione. Lo conferma l’Onu nel rapporto Unaids, sottolineando come a fronte di un calo dei morti di Aids del 33% rispetto al 2010, con “soli” 770mila decessi legati al virus nel 2018, i finanziamenti per la ricerca mancano e soltanto 3 persone su 5 hanno accesso alle terapie antiretrovirali. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Aids/Hiv, pur evidenziando il calo di vittime rispetto al 2017 (800mila morti) e in particolare in confronto all’ecatombe registrata nel picco dell’epidemia nel 2004 (1,7 milioni) stima che nel mondo siano ancora 37,9 milioni le persone che vivono con l’Hiv. Di queste 23,3 milioni hanno accesso alle terapie antiretrovirali (pari a 3 su 5). Secondo il rapporto Unaids, le nuove infezioni sono state 1,7 milioni. L’obiettivo di arrivare a quota 500mila morti totali entro il 2020 resta lontano.

AIDS, L’ALLARME DELL’ONU

Gunilla Carlsson, direttore esecutivo di Unaids, ha indicato i passi che andrebbero compiuti per ottenere dei risultati:”Abbiamo un urgente bisogno di aumentare la leadership politica per mettere fine all’epidemia. Bisogna investire adeguatamente e in modo intelligente, guardando anche ai Paesi che stanno ottenendo i maggiori successi in questo campo. Sconfiggere l’Aids è possibile se ci concentriamo sulle persone, non sulla malattia, creando road map per i pazienti e le aree rimaste indietro e adottando un approccio basato sui diritti umani per raggiungere le persone più colpite“. Dopo la diffusione dei dati del Global Aids Update 2019, presentato in Sudafrica dall’Unaids, Medici Senza Frontiere ha sottolineato come dal 2014 ad oggi il numero annuale dei decessi sia diminuito in minima parte, nonostante l’uso tempestivo di strumenti diagnostici per la cura dell’Hiv/aids potrebbe prevenire la maggior parte dei morti. Come riportato da Rai News, Silvia Mancini, epidemiologa di Msf ha dichiarato:”Non possiamo festeggiare o parlare di successo mentre centinaia di migliaia di persone continuano a morire a causa dell’Aids ogni anno perché non hanno accesso alle cure di base o perché vivono in Paesi poco considerati, in comunità dimenticate, dove le politiche ignorano le loro condizioni. Prevenire, individuare e curare l’Hiv e l’Aids richiede più attenzione e più finanziamenti, specialmente in contesti generalmente trascurati come l’Africa occidentale e centrale e tra popolazioni dimenticate“.



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