Alberto Clò/ “Europee possono archiviare questo ambientalismo, la sinistra è miope”

- Carmine Massimo Balsamo

L'ex ministro Alberto Clò alla Verità: "Spero si replichi l’effetto Timmermans, sconfitto in Olanda"

spada Parlamento Europeo a Strasburgo (LaPresse, 2023)

“Spero che nelle prossime elezioni europee si replichi l’effetto Timmermans, sonoramente sconfitto nel voto olandese, per i guasti provocati da un’impostazione tutta ideologica delle politiche ambientali, così da modificarne sostanzialmente l’impostazione“: tranchant Alberto Clò ai microfoni della Verità. L’ex ministro dell’Industria ha stigmatizzato senza mezzi termini le normative green dell’Ue e a suo avviso le prossime elezioni europee potrebbero cambiare il volto dell’Europa: “Lo spero alla luce di quello che è successo nelle recenti elezioni in Olanda con l’eclatante sconfitta di Frans Timmermans, prima vicepresidente della Commissione con delega al Green Deal e paladino dell’ideologia green”. Secondo Clò, la colpa principale della sinistra è quella di aver acriticamente sostenuto decisioni che hanno un impatto tremendo sulla vita delle persone normali, del ceto medio e delle fasce più povere: “Fa specie poi che a sostenere certe tesi sia chi acquista l’auto elettrica come status symbol, mentre magari in garage ha un paio di costosi e inquinanti Suv”.

Il punto di vista di Alberto Clò

Secondo Clò, la questione ambientale è ancora sottovalutata nelle implicazioni politiche e per questo motivo il voto europeo del 2024 deciderà il futuro delle politiche climatiche europee. Ma c’è un altro dettaglio da non sottovalutare secondo l’ex ministro, si stanno creando le condizioni per diventare schiavi di Pechino: “A me sembra evidente che ci sia una mancanza di visione nelle decisioni che vengono prese in Europa, così come accaduto col gas rispetto alla Russia”. Altro argomento dibattuto è il passaggio dal mercato tutelato a quello liberto di luce e gas, così Clò: “Guardi, riaprire oggi una discussione sulla ‘tutela sì’ ‘tutela no’ è abbastanza inverosimile. Ne parliamo dal 2017 e la decisione è stata confermata da tutti i governi che si sono succeduti. Riprenderne a discutere adesso dopo anni di proroghe per mere ragioni di scontro politico è sconcertante”.





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