Alberto Stasi potrà uscire dal carcere/ Ha richiesto lavoro esterno nelle ore diurne

- Chiara Ferrara

Alberto Stasi potrà uscire dal carcere: la legge prevede la possibilità di richiedere di lavorare in esterno nel momento in cui si è scontato un terzo della pena

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Alberto Stasi (Quarto Grado)

Alberto Stasi potrà uscire dal carcere. Il trentottenne è stato condannato per il delitto di Garlasco: ha ucciso quattordici anni fa Chiara Poggi, con cui era fidanzato da quattro anni, con un’arma mai ritrovata e per un movente ad oggi ancora sconosciuto. La pena in via definitiva è di sedici anni, ma l’assassino presto potrebbe rivedere la luce quantomeno per lavorare all’esterno dell’istituto penitenziario di Bollate nelle ore diurne.

I tempi, secondo quanto affermato dall’avvocato Laura Panciroli in un’intervista all’Agi, sono “maturi per la richiesta di lavoro all’esterno”. La legge, infatti, prevede che la domanda possa essere presentata nel momento in cui si sia scontato almeno un terzo della pena. Alberto Stasi è recluso dal 12 dicembre 2015. La decisione spetterà al Tribunale di Sorveglianza, ma difficilmente dovrebbe arrivare un “no”. La legale ha definito il suo assistito, nel corso di questi cinque anni, “equilibrato e razionale”. Affinché le porte del carcere di Bollate si aprano, ad ogni modo, l’assassino di Chiara Poggi dovrà trovare qualcuno pronto ad accoglierlo.

Alberto Stasi potrà uscire dal carcere: cerca lavoro

Alberto Stasi potrà uscire dal carcere, ammesso che trovi un lavoro da svolgere all’esterno del carcere dove è recluso. “Non è facile trovare una soluzione con le caratteristiche giuste. Ci vuole un datore di lavoro motivato vista l’attenzione mediatica su questa vicenda. Una soluzione che sia rispettosa per lui e per chi lavorerebbe con lui”, ha spiegato l’avvocato Laura Panciroli. In questi anni l’uomo, condannato in via definitiva per avere ucciso la fidanzata Chiara Poggi, ha lavorato tra le mura dell’istituto penitenziario come centralinista. La sua passione, tuttavia, resta la giurisprudenza. “Utilizza le sue conoscenze prodigandosi per essere utile a chi in carcere ha meno strumenti di lui, dando consigli o aiutandoli a scrivere le istanze”, prosegue la legale.

Le speranze del trentottenne di essere dichiarato innocente, intanto, sembrano essersi spente. Dopo il “no” della Cassazione alla riapertura del caso, rivela la Panciroli, non ci sono ulteriori step. Alberto Stasi, da parte sua, non ha mai confessato di essere l’assassino della fidanzata Chiara Poggi. Il processo, nelle sue varie fasi, è stato complesso nonché ricco di punti interrogativi. Per la magistratura – ma anche per la famiglia della ventiseienne laureata a pieni voti in Economia – non ci sono però dubbi. Il movente dell’omicidio, a distanza di quattordici anni, resta un mistero.

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