Alberto Villani (Cts)/ “A scuola non ci si contagia se si seguono le regole”

- Carmine Massimo Balsamo

Alberto Villani del Comitato tecnico scientifico a La Stampa: “Bisogna tornare ai principi di educazione sanitaria fondamentali nella prima fase”

alberto villani
(Porta a porta)

La pandemia non verrà rallentata senza un’educazione sanitaria, questo il giudizio di Alberto Villani. Il primario di Pediatria al Bambin Gesù di Roma, nonché componente del Comitato tecnico scientifico, ha fatto il punto della situazione sull’emergenza coronavirus ed ha tenuto a precisare un concetto: «Credo sia giusto che le regole vengano aggiornate, ma quello su cui tutti dovremmo fare più attenzione è la responsabilità individuale. Bisogna tornare ai principi di educazione sanitaria fondamentali nella prima fase».

Per Alberto Villani e per la Società di Pediatria è necessario introdurre una materia simile a scuola, per tentare così di arginare i comportamenti irresponsabili, basti pensare alle festività: «I cenoni dell’ultimo dell’anno non sono stati un esempio di virtù e i risultati si vedranno tra due settimane. Ogni volta che si verificano comportamenti simili l’effetto non è immediato e per questo le misure vanno aggiornate nel tempo».

ALBERTO VILLANI (CTS): “RIAPERTURA SCUOLA É POSSIBILE”

Secondo Alberto Villani la colpa è degli italiani che non stanno attenti, come evidenziato ai microfoni de La Stampa,considerando che una ricerca del Bambin Gesù ha dimostrato che nelle scuole seguendo le regole non ci sono contagi: «Al momento la riapertura è possibile, poi se i contagi aumenteranno bisognerà tenerne conto, ma la scuola deve essere l’ultimo baluardo e prima di chiuderla ci sono altre situazioni più a rischio».

«Da pediatra mi sento di sottolineare che il Sars-Cov-2 fa più danni indiretti che diretti ai ragazzi», ha aggiunto Alberto Villani, che ha poi tenuto a sottolineare che la variante inglese sembrerebbe più infettiva tra gli Under 18, ma per i dati disponibili non più grave. Sempre per quanto riguarda i più piccoli, una battuta sui vaccini: «Non sono una priorità, ma quando sarà il loro turno sarà bene vaccinarli».



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