Alex Pompa, la madre “se avessi denunciato sarei morta”/ “Nostra vita era un inferno”

- Emanuela Longo

Maria Cotoia, la madre di Alex Pompa, assolto dopo aver ucciso il padre per difenderla, ha lanciato un appello al Tg1: “Non lasciate sole le donne”

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Alex Pompa, la madre (Tg1)

Si chiama Maria Cotoia, ed è la madre di Alex Pompa, il giovane ventenne della provincia di Torino assolto nei giorni scorsi dopo aver ucciso il padre a coltellate per difendere la genitrice dall’ennesima aggressione ai suoi danni, “perché il fatto non costituisce reato”. Maria è consapevole di dovere la vita proprio a suo figlio e proprio nella Giornata contro la violenza sulle donne che si è tenuta ieri, 25 novembre, ha voluto lanciare un appello attraverso un servizio del Tg1, raccontando la sua drammatica storia.

Maria Cotoia, ai microfoni del Tg della prima rete Rai ha raccontato quella che era la sua vita passata: “Era diventato un inferno, qui dentro non eravamo più una famiglia normale. Soprattutto nell’ultimo periodo eravamo proprio sotto assedio. Il suo bersaglio maggiore ero io”. Ed alla domanda su cosa sarebbe potuto accadere se lei avesse denunciato, la donna ha replicato senza pensarci su oltre: “Sarei morta”.

Alex Pompa, l’appello della madre alle donne vittime di violenza

Maria Cotoia, la madre di Alex Pompa, non ha mai trovato la forza di denunciare le violenze subite dal marito Giuseppe. Oggi alle donne che vivono la sua stessa situazione rivolge un appello: “Di denunciare ma soprattutto le donne secondo me dovrebbero essere maggiormente tutelate nel momento in cui denunciano, non bisogna lasciarle da sole”. Clicca qui per il video

Era il 30 aprile dello scorso anno quando Alex Pompa, appena maggiorenne, a Collegno (Torino) uccise il padre Giuseppe per difendere la madre dall’ennesima aggressione. L’uomo, operaio 52enne, non poté difendersi dalle oltre trenta coltellate inferte. Il pubblico ministero, Alessandro Aghemo, aveva chiesto a carico del ragazzo 14 anni di reclusione evidenziando in modo particolare il fatto che abbia davvero voluto commettere il delitto. Al tempo stesso il pm aveva acconsentito ad una riduzione della pena per la seminfermità di Alex ed aveva invitato la Corte a valutare l’eventuale concessione delle attenuanti generiche. Alla fine però è arrivata la sentenza di assoluzione. “Quello che speravo si è realizzato. Alex ha già pagato nel corso della sua vita”, aveva commentato la madre subito dopo l’assoluzione del figlio dall’accusa di omicidio volontario.



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