PESTE NERA IN MONGOLIA: 2 GIOVANI INFETTI/ Quarantena e test per circa 600 persone

- Emanuela Longo

Peste nera in Mongolia: due ragazzi sono stati trovati positivi alla peste nelle scorse ore. In corso test su circa 600 persone. Situazione sotto controllo

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Sono reali i casi di peste nera registrati negli scorsi giorni in Mongolia, non troppo distante dalla Russia. La premessa è che la situazione è totalmente sotto controllo, ma è logico che un leggero spavento all’apprendere la notizia viene. Gli infetti sarebbero due giovani ragazzi, uno di 27 anni e una donna di età non precisata, scoperti appunto positivi dalle autorità, che hanno poi provveduto a mettere in quarantena il capoluogo di provincia della regione del Khovd, sul confine con la Russia. Stando al centro Nczv per le malattie infettive, sarebbero già state sottoposte a tampone 146 persone, tutte entrate in contatto con i due contagiati, e a breve dovrebbero essere esaminate altre 504 persone, pure loro vicine alle due vittime negli scorsi giorni. Non serve diffondere allarmismi, sia per il fatto che la Mongolia è distante svariati migliaia di chilometri da noi, sia per via che, come detto sopra, la situazione resta al momento sotto controllo. Sono attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ALLARME PESTE NERA IN MONGOLIA: 2 CASI, QUARANTENA AL CONFINE CON LA RUSSIA

Allarme in Mongolia, dove in una regione al confine con la Russia sono stati segnalati due casi sospetti di peste nera. Si tratta di una zona occidentale del Paese, nella regione di Khovd dove è già scattata la quarantena. Secondo quanto reso noto da Sky Tg24, pare che i due casi di peste nera sarebbero legati al consumo di carne di marmotta, almeno secondo le prime informazioni rese note dai funzionari sanitari. Stando a quanto riferito dal Moscow Times che a sua volta cita media locali, le vittime sarebbero un giovane uomo di 27 anni ed una donna di età sconosciuta ma anche lei descritta come “giovane”. Quelli che fino a poco fa erano solo sospetti, sarebbero stati confermati dal Centro nazionale della Mongolia per la malattia zoonotica (Nczd), dai cui test di laboratorio è giunta la certezza sul fatto che i due soggetti avrebbero contratto la “peste delle marmotte” al confine con la Russia. Dopo la diffusione della notizia si è prontamente provveduto all’applicazione della quarantena per il capoluogo di provincia della regione di Khovd e per uno dei distretti della regione, a circa 500 chilometri a sud delle repubbliche siberiane meridionali di Tyva e Altai.

ALLARME PESTE NERA IN MONGOLIA: 2 CASI DOPO CONSUMO CARNE DI MARMOTTA

In seguito all’applicazione della quarantena nella zona della Mongolia occidentale e che ha fatto seguito alla registrazione dei due casi di peste nera, anche ai veicoli è temporaneamente vietato l’ingresso nella zona. Stando a quanto reso noto dal Centro nazionale della Mongolia per la malattia zoonotica, inoltre, sarebbero stati analizzati altri campioni relativi a 146 persone sospette e che avrebbero avuto contatti con le due persone risultate infette. Altri 504 individui sono stati identificati: sarebbero coloro che avrebbero avuto un secondo contatto. Le due vittime, come riferisce Fanpage, sarebbero attualmente in cura in due differenti ospedali della zona mentre resta alta l’allerta in tutto il Paese. La regione non è nuova a casi di questo tipo. L’ultimo focolaio di peste fu registrato solo lo scorso anno in una vicina provincia sempre al confine con la Russia portando all’epoca alla chiusura di un valico di frontiera. Anche in quella circostanza il focolaio era legato al consumo di carne di marmotta e provocò la morte di due persone.

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